E niente; c’è che quando pensi di aver toccato il fondo, capisci che si può raschiare sempre un po’ di più.

E poi nulla; c’è che a forza di fargli terra bruciata intorno, preparargli la botola sotto i piedi oliando i meccanismi per facilitarne l’apertura, l’unico SANO di tutto il carrozzone ha DOVUTO gettare la spugna.
Con l’amaro in bocca davanti a quell’oceano di disagio che è l’universo Formelliano dove le cose funzionano al contrario rispetto alla normalità.
Dove si cerca di trattenere quello o quell’ altro finendo per ristagnare e più si ristagna, più si pretende credibilità.

I fischi dell’Olimpico a tutto volume, hanno decretato la fine della Lazio di Sarri che se ne va dopo il saluto di PEDRO.

È svanita, nel giro di pochi mesi, la suggestione di squadra che sarebbe potuta tornare a brillare, ad entusiasmare, capace di piazzarsi in Europa e magari farlo instillando a qualcuno un lieve senso di inferiorità.
È finito tutto a gennaio: Taty e Guendo, nessuna bozza di Sarrismo.

Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio
Non c’è una soluzione, questa casa sa di te“

La verità è che la panchina di Maurizio non avrebbe potuto trovare altro epilogo se non quello che portava dritto dritto fuori i cancelli di Formello.
E avremmo dovuto saperlo da mo’.
Da ogni lamentela espressa in merito al calciomercato, da ogni stilettata molto poco velata. Da ogni lieto fine non concesso.
Sarri è sempre stato sincero; in primis con sé stesso e poi con tutti gli altri.

Probabilmente sarò io, ma non pare anche ad alcuni di voi che sia stato clamorosamente snobbato?
Visti gli elementi di paragone però, in un contesto come quello Lotitiano, essere snobbato è il migliore complimento che si possa fare.
Ad un uomo del quale balza subito agli occhi l’oggettiva concretezza ed essere poco televisivo, è realmente la più rilevante delle virtù.

Sin dal suo arrivo gli hanno reso le cose decisamente difficili.
Rifilandogli dapprima il BLOCCO DEL MERCATO/fai de necessità virtù e poi la ridicola sessione invernale (con buona pace di Taylor).
E –una volta opposto saggiamente a quella poracciata– delle scelte imbarazzanti, semplicemente il mister è stato indirizzato verso la botola.

Robe che lasceranno scorie e interrogativi, ma la colpa non è di Sarri.
Certo, i giocatori in campo c’hanno sicuramente messo del loro per non farsi prendere sul serio.
È anche vero, però , che Lotito lo conosceva e se lo aveva scelto per la panchina laziale, sapeva a cosa andava incontro.
Troppo comodo trovare il capro espiatorio e, una volta accortisi che non era uno Yes Man come il suo predecessore, lo ha abbandonato al triste destino: “arrangiate alla bell’e meglio“.

Sarebbe stato più facile tacere.
Pensavo mentre Maurizio si congedandava ufficialmente.
Sarebbe stato più facile crearsi un personaggio e farsi piacere per forza. Siamo sinceri, quanti al posto suo pur di racimolare consensi, avrebbe raccontato la storiella che tanto piace a noi tifosi?
La sceneggiata a favore di telecamera? (Alla Mourinho, per intenderci).

Io continuo a guardare le cose belle e ce ne sono state dal Day One del Sarrismo al SARRI BIS; la cacciata di Tare, la scelta su Provedel in barba ai 12 mln investiti su Maximiano, il secondo posto, la vittoria contro il Bayern……..
E poi mi fermo sennò riscrivo lo Zibaldone.

Probabilmente, il momento è passato.
Maurizio è tra quelli che antepongono sempre l’onestà e, ad una certa, si è messo in discussione come fanno gli uomini intelligenti.
Il momento è passato. È passato con il passaggio al nono posto, pure questo ho pensato.

Ieri qualcuno è rimasto indifferente, ma sicuramente il tecnico toscano ha guadagnato la stima di chi –tra tanti strilloni– ogni tanto ama un po’ di verità.
Anche quando questa non prevede lo Scudetto.
Perché, checché se ne dica, era perfetto per la Lazio. Senza di lui non sarà lo stesso. Saremo abbandonati ai nostri disagi da tifosi….E riconoscerlo, sarebbe proprio il minimo sindacale.

Sarri non era il problema. Semmai l’unico così sadico per poterci salvare dallo strapiombo.

Usual: il gigante che ha camminato tra gli gnomi.

In becco all’aquila, Mauri’, te meriti solo le migliori. Davvero.
Perché per quello che c’hai mostrato del tuo mondo, è davvero un mondo bellissimo!

Baci baci, Xoxo 💋

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *