Ciao Pedro,
Doveva succedere, alla fine è successo.
È il momento dei saluti.
Doveva succedere e succede perché è quasi inevitabile, succede perché c’è solo una partita che non si può vincere mai; quella contro l’anni che passano.
Chi non ha un c̶a̶z̶z̶o̶ da fare e mi legge lo sa; alcuni calciatori mi entrano nel cuore ed è difficilissimo farli scivolare via.
Il giorno dei saluti mi trasformo, lascio da parte il cinismo e mi limito ad augurare il meglio…. Nella sostanza lo farò anche stavolta, però con una piccola stretta allo stomaco
Non c’ho proprio voglia.
Davvero, non ho assolutamente voglia di vedere PEDRO lì a fare le valigie con l’agente immobiliare pronto ad incassare un bello stipendiuccio dalla vendita della sua casa.

E sì, è vero: ogni calciatore che indossa la nostra maglia è uguale a tutti gli altri, però è inutile girarci intorno… questa volta in ballo c’era qualcosa di più.
Questa volta si trattava di rompere un tabù, di “ereditare” il VERO CAMPIONE dal più grande dei top club, di gioire per il VERO CAMPIONE laddove solo i “giganti” ne avevano gioito.
È stato l’uomo-mercato dello “scandalo”.
Quello che aveva spernacchiato la sponda giallorossa per raggiungere Sarri alla Lazio in quel “Day One del Sarrismo“.
Pedro -comunque- riusciva ad applicare, anche in un contesto pesantissimo come Lotito che non faceva calciomercato, uno spot: ‘Tranquilli. Fidatevi”.
Sì uno spot, perché spesso si trattava solo di quello mentre nessuno arrivava a Formello.
Un’immagine copertina.
Un mood con cui farsi belli e poi nei fatti non succedeva nulla.
Non succedeva nulla, ma l’amore succede ed è un sentimento positivo. E i sentimenti positivi non possono essere sbagliati.
L’amore è un sentimento buono e, spesso, non deve essere giustificato. Nemmeno in mezzo alle contestazioni più accese.
E certamente non in un discorso come il calcio, “la cosa più seria tra le cose stupide”, lessi una citazione distrattamente.
Perchè la vita mia non cambia e manco le vostre.
“Ho visto andare via Nesta” ed ho scoperto pure che il mondo non s’è fermato.
Il saluto di PEDRO seppur scontato però, è un pugno in faccia agli “ultimi romantici”.
È uno dei più tristi che io ricordi da un ventennio a questa parte e sarà uno di quelli che difficilmente dimenticheremo.
Forse per il momento storico biancoceleste brutto brutto, lo stadio vuoto, la Caporetto Coppa Italia, il derby-Waterloo.

“Perché te saresti meritato una battaglia, una de quelle che ti lasciano con le rotule smontate, caro Pedro“
Non saluto stronzamente silenzioso per chi sognava il grande congedo…. un’altra Champions, un grande derby…
Questo è il dispiacere più grande.
Ed il merito –per questo dispiacere– è solo suo.
Del grande calciatore che per anni è stato il nostro vanto, la bellezza assoluta agli occhi di chi ama questo sport e riconosce il talento sfrenato senza stronzate di contorno.
C’ha ripagato di ogni bestemmione tirato quando le cose andavano storte.
Ha cambiato la dimensione della rosa. Ha permesso di essere prepotenti con le BIG, di accrescere le ambizioni con pieno merito.
Perdonatemi, ma per me salutiamo il più grande che nell’ultimo ventennio ha camminato per i campi Formelliani.
Ha trasmesso bellezza e certezza.
Perché se uno è forte lo vedi.
Mi mancherà un botto.
E’ stato intenso.
Il talento è talento e, in ogni forma è sempre una specie di miracolo.
A prescindere da quante stagioni durerà ne vale comunque la pena.
Vorrei dire centinaia di cose e, invece, dico solo “ciao“.
Ringrazio soprattutto per l’umanità e l’umiltà, doti rare in questo calcio di campioncini narcisi che, se non li caghi per 3 minuti, si fanno prendere le convulsioni.
“Tu chiamale se vuoi, emozioni”…. Gli avrei perdonato pure il dito medio in mondovisione.
Genuino, splendidamente naturale.
In conclusione, penso che il rapporto tra lui e la Lazio sia stato amore, un amore finito nel grande abbraccio virtuale di tutti noi e non nella tossicità che rende i calciatori indifferenti, a volte.
Ma sono talmente s̶t̶r̶o̶n̶z̶a̶ che fino all’ultimo spero che PEDRITO decida di sverna’ un annetto in più?
Nel caso Pe’, chiama Fabiani che prepara il contrattino sulla scrivania Ikea…..

Perché pe’ me c’era ‘na strana somiglianza tra PEDRO, il prosecco e la gioia…
Baci baci, Xoxo 💋
