SARRI
La sfuriata di Sarri dopo Lazio-Napoli non poteva passare sotto traccia. La Procura Federale ha aperto un fascicolo nei confronti dell’allenatore e ora dovrà esaminare quelle frasi pronunciate ai microfoni di DAZN e Sky. Facendo riferimento all’articolo 23 del Codice di Giustizia sportiva: 
«Ai soggetti dell’ordinamento federale è fatto divieto di esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione di persone, di società o di organismi nell’ambito del Coni, della Figc , della Uefa o della Fifa».
Un divieto che va rapportato nel concreto della situazione: 
«Qualora le dichiarazioni siano idonee a ledere direttamente o indirettamente il prestigio, la reputazione o la credibilità dell’istituzione federale nel suo complesso o di una specifica struttura, all’autore delle dichiarazioni si applica l’ammenda da euro 2.500 a 50mila euro se appartenente alla sfera professionistica»
. Possibile che il tutto possa risolversi in un patteggiamento e quindi concludersi con una sanzione pecuniaria, ma in ogni caso resta da chiarire il merito delle accuse di sabato sera dopo l’1-2 subito contro il Napoli di Spalletti. Naturalmente c’è anche un’altra strada, quella porta al deferimento, cioè al rinvio a giudizio sportivo con il rischio di una breve squalifica. L’ipotesi più probabile resta comunque quella di una multa salata a carico di Sarri, spiega La Gazzetta dello Sport.

CAICEDO
Lunedì – Felipe Caicedo, ora all’Al Abha, ai microfoni di Lazio Style Radio ha parlato della sua avventura in biancoceleste:
«Sono arrivato da poco qui in Arabia. Sono contento e felice per questa nuova avventura. Speriamo bene. 
I miei ricordi più belli sono tutti con la Lazio. Sono arrivato già con il piede giusto. Ero appena arrivato e abbiamo vinto la Supercoppa, fu tutto perfetto. Il mio primo anno con la Lazio è stato un po’ difficile, però dopo quell’annata tutto è stato più semplice quando mi sono ambientato. La piazza della Lazio e i suoi tifosi sono difficili da conquistare. L’asticella è sempre alta e io dovevo lottare con uno calciatori più forti d’Italia. Poi con l’aiuto di tutti sono riuscito a conquistarla. 
Immobile è forte, non si può spiegare. Quello che mi stupisce è la forza mentale che ha, sta sempre sul pezzo e aiuta sempre i compagni. È un vero leader, dentro e fuori dal campo. È un fenomeno. 
Il gol nel derby non lo dimenticherà mai. È stata una serata incredibile, la notte più bella». 

STADIO FLAMINIO
La Lazio continua a lavorare sulla possibilità di tornare al Flaminio, da utilizzare come impianto unico per la squadra biancoceleste. Come riportato da Il Tempo, mancherebbe solo un ultimo passaggio: ovvero che la società presenti un piano di riqualificazione.
Un aiuto alla Lazio potrebbe arrivare dallo sponsor Binance. Tra il mese di luglio e agosto la società ha richiesto di mantenere la priorità sul Flaminio e adesso è attesa la risposta del Campidoglio.

IMMOBILE
La Cassazione ha emesso la sentenza per quanto riguarda una causa tra Immobile e il Fisco
La Cassazione ha emesso la sua sentenza per quanto riguarda una tra Ciro Immobile e il Fisco per un fatto risalente al suo passaggio dalla Juventus al Genoa nel 2012. Il capitano della Lazio è stato giudicato colpevole di evasione dell’Irpef non pagata quell’anno a Moggi jr, al tempo consulente del club rossoblù ma che la Finanza, viste le sue attività manageriali, ha ricondotto come fosse in tutto e per tutto il procuratore di Immobile.
Come riporta l’ANSA «Il verdetto della Suprema Corte pubblicato a luglio ha respinto il ricorso del calciatore contro la sentenza emessa nel 2019 dalla Commissione tributaria della Campania per “la sussistenza di reddito da lavoro dipendente sottratto a tassazione” per il quale è stata determinata “la maggiore Irpef dovuta per il 2012“».

La Lazio, con una nota ufficiale, ha fatto sentire la sua vicinanza al capitano biancoceleste.
IL COMUNICATO:
«Ciro Immobile aveva da mesi risolto tempestivamente le pendenze tributarie, risalenti a dieci anni fa, riportate oggi da un quotidiano. La Società, che mai ha messo in discussione le qualità umane, prima ancora che sportive, di Ciro Immobile, rinnova il suo affetto e la sua stima per il Capitano».

ESONERO MIHAJLOVIC
Sinisa Mihajlovic sceglie le pagine de La Gazzetta dello Sport per salutare Bologna e i suoi tifosi dopo l’esonero avvenuto in settimana.
«Mi è capitato spesso di salutare tifosi, giocatori, società, città, per dire addio o arrivederci. Fa parte della carriera di un calciatore e di un allenatore andare via prima o poi. I cicli sportivi nascono, si sviluppano, regalano soddisfazioni, a volte delusioni e poi inevitabilmente finiscono. Nulla è eterno. Ma stavolta il sapore che mi lascia il mio voltarmi indietro un’ultima volta è più triste.
Perché non saluto solo una tifoseria che mi ha voluto bene e appoggiato in questi tre anni e mezzo ricchi di calcio e di vita, di lacrime di gioia e di dolore, di successi, cadute e ripartenze. Saluto dei fratelli e dei concittadini. La mia avventura a Bologna non è stata solo calcio, non è stata solo sport… E’ stata un’unione di anime, un camminare insieme dentro un tunnel buio per rivedere la luce. Ho sentito la stima per l’allenatore e quella per l’uomo. Il vostro calore mi ha scaldato nei momenti più difficili. Ho cercato di ripagare tutto questo affetto con il mio totale impegno e attaccamento alla maglia: non risparmiandomi mai sul campo o da un letto di ospedale.
Tanti anni in Italia e la sofferenza vissuta mi hanno addolcito, ma non cambiato del tutto. Ho smussato qualche angolo, ma resto un serbo spesso duro, schietto, brusco: non sempre ho saputo esprimere i miei sentimenti di gratitudine. Magari non so regalare troppe parole dolci, non so lanciarmi in tanti abbracci: ma ho risposto “presente” con il mio feroce senso del dovere, non trascurando nulla del mio lavoro, svolgendo al massimo il mio ruolo, anche nelle condizioni più drammatiche, per regalare ai tifosi e al Bologna le soddisfazioni che meritano. Spero di esserci riuscito almeno in parte. Nei nostri tre anni e mezzo insieme abbiamo ottenuto un incredibile decimo posto, poi due volte un dodicesimo e infine un tredicesimo. Raggiungendo sempre, nonostante tutto – e sapete bene cosa è stato quel “tutto” -, una salvezza tranquilla: provando a fare un calcio propositivo e offensivo, lanciando giovani e permettendo al club di guadagnare molto col mercato in uscita, come dimostrano le ultime sessioni.
Potevo fare ancora meglio? Forse. Ho dato tutto me stesso? Sì, senza il minimo dubbio. E questo mi permette di guardare tutti a testa alta e non rimproverarmi nulla. Se ci sono riuscito però è anche merito di voi tifosi e di tutta Bologna. Non dimenticherò mai le vostre processioni al santuario di San Luca per me, gli incoraggiamenti, i “forza Sinisa non mollare” quando mi incontravate per strada, a Casteldebole, allo stadio. E la mia emozione quando ho ricevuto la cittadinanza onoraria sentendomi un bolognese tra i bolognesi.
Non sono mai stato un ipocrita, non lo sarò neanche stavolta: non capisco questo esonero. Lo accetto, come un professionista deve fare, ma ritenevo la situazione assolutamente sotto controllo e migliorabile. La società non era del mio stesso avviso. Siamo appena alla quinta giornata, faccio fatica a pensare che tutto questo dipenda solo dagli ultimi risultati o dalla classifica e non sia una decisione covata da più tempo. Peccato. Ci tengo però a dire, che le mie condizioni di salute sono buone e in costante miglioramento. Io non mi sto più curando, sto solo facendo controlli sempre più saltuari. Ho seguito a Casteldebole tutti gli allenamenti in queste settimane: l’unico mio temporaneo impedimento è quello di non poter espormi per troppe ore a un sole forte. Ma non sono mancato un giorno. Nulla mi impedisce di lavorare e di andare in panchina. Non è questo il momento per analisi calcistiche sull’ultimo periodo, sul mercato, sulla gestione di alcune situazioni che non mi hanno trovato d’accordo. Ora, nel ricordare tanti momenti unici e indimenticabile, voglio solo dire grazie».

CATALDI
Cataldi  contro il Verona non ci sarà a causa della squalifica inflitta dal Giudice Sportivo. A tal proposito, ha voluto spiegare la sua posizione e raccontare la sua versione dei fatti:
«Abbiamo iniziato il nostro percorso in Europa nel miglior modo possibile, davanti al nostro pubblico.
Dispiace non poterci essere la prossima partita, a tal proposito ci tengo a precisare che sono una persona corretta, che accetta le decisioni arbitrali, e al termine di Napoli-Lazio non ho inveito contro il direttore di gara. Anzi, a dire la verità non abbiamo nemmeno avuto modo di parlarci, poiché le mie considerazioni le stavo scambiando con un dirigente della mia società».

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