Lotito-con-tare
Tutte le famiglie felici sono uguali, tutte le sessioni di calciomercato (invernali) laziali pure, ma la famiglia di Claudio Lotito è infelice a modo suo.
Che dopo un ventennio un lieve sospetto aveva colpito anche i tifosi più ottimisti, con lunedì 31 gennaio è diventato certezza.
Mamma mia, oh, che noia! La cricca che da anni gestisce la società pensa ancora di fregare qualcuno raccontando di Fracazzodavelletri, Mister X, il fax rotto, “scommesse a lungo termine”, mentre sappiamo benissimo si va alla ricerca del perfetto capro espiatorio a cui scaraventare addosso il dissenso popolare.
“Artigiani della qualità” pronti a tutto per supportare Sarri e poi Sarri non può dire gatto e non c’ha proprio il sacco.
Adesso fa TOPIC TREND l’INDICE DI LIQUIDITÀ, intanto il nuovo innesto ce l’hanno in casa, ovvero qualche soggetto smarrito che verrà sistematicamente riesumato in caso di bisogno. (Kamenovic).
Ma nei corridoi alti di Formello si uniscono e fanno branco contro l’allenatore di turno, il quale avrebbe comunque ragione da vendere pure fosse il diavolo in persona, vi giuro.
Kamenovic tesserato e Cabral, entrambi incolpevoli, ma non giusti in rispetto alle richieste del mister.
E la cricca dei corridoi alti di Formello si spalleggia l’un con l’altro e continua con l’abitudine oliata negli anni di raccontarci minchiate. Fanno ridere! 
Ma Tare, fattela una domanda se la gente è satura di te e della tua spocchia che si mischia sempre di più con il sentirsi Fracazzodavelletri!
Eh, ma a occhio c’ha preso troppo la mano.
Vari proclama su promesse e rivoluzioni, gli attori del suddetto copione sono tenuti ad urlare per dare efficacia al discorso o, al contrario, ci aspettiamo il tono pacato per costringerci a seguire i monologhi nei pre-partita su DAZN.
Diventa comunque controproducente dopo aver regalato il nulla cosmico in un calciomercato seriale che, a prima vista, sembrava meritare uno sguardo attento. 
Affetto da incapacità relazionali col mister che esplicita l’insofferenza, dichiarazioni di serenità palesemente false, tutto fa brodo purché l’odio diffuso verso la dirigenza si perda in tentennamenti. 
In principio poteva esser quasi convincente, ma il trappolone si nascondeva nei dettagli.
Così riecco lo scontro tra i tifosi che si sentono comunque vittime della dirigenza attaccati dal morbo della delusione atavico ed il presidente che non ama la sua creatura, mentre il DS annaffia con scuse variegate le proprie colpe.
E ad un certo punto le ambizioni, anziché puntare verso l’alto, precipitano rovinosamente.
La sottile linea che avrebbe dovuto ricongiungere il popolo biancoceleste alla società dopo il consenso per l’arrivo di Sarri e l’entusiasmo che aveva generato, è sfumato con la solita assenza ingombrante in una mesata appena. Neanche fosse una serie TV su Netflix terminata con un cliffanger pazzesco e poi la seconda stagione si rivela ‘na ciofeca.
Un copione disarmonico che si risolve in fretta e furia con due acquisti buttati lì, tanto poi sui social si racconta ordinario odio quotidiano. 
Ossessionati dal pensiero continuo che reclutare giovani sia avveniristico, che scommettere al buio sia la grande paraculata.
Oggi ognuno ha sbrodolato un sacco di critiche. Ed effettivamente, almeno per ora, sono ragionevoli, certo.
Ma essere ragionevoli in un controsenso assoluto con difensori probabilmente out già a Firenze e qualcuno che prova a propinarci una fregnaccia, non mi pare particolarmente titanica come impresa, ecco.
Devo ammettere, comunque, che nel momento delicato ho apprezzato il baraccume e qualche Twitter particolarmente trash.
Mi sono divertita parecchio. E mi sono divertita perché tanta poraccitudine tutta insieme è rara anche per gli standard Formelliani.
Ora, che quasi nessuno conosca Cabral è cosa ovvia. Ma per essere così fessi da andare a pigliare proprio quello che Sarri non aveva chiesto, ce ne vuole, eh.
Tanto poi la colpa sarà del calciatore che non l’ha buttata in rete.
Più scontato che i leggins da H&M durante i saldi.
Posso dirlo che KAMENOVIC mi fa tenerezza, ormai? 
Ad un passo dall’attesa del suo botolamento, sono dell’idea che alla fin fine non abbia fatto niente di più e niente di meno di quello che hanno fatto e continueranno a fare “le scommesse de Tare” lì dentro. 
Figuriamoci i testi che avrà preparato Igli per poi propinarci la sceneggiata a favore di telecamera. Nel consueto pre-partita.
Così, avvolti nella solida certezza che il passato abbia insegnato ben poco, si chiude la saga del calciomercato di riparazione.
E a parte la gradevole presenza di Sarri, viene da dire che no, non va bene per niente. 
Simplemente, Xoxo.

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