Che Jovane Cabral sia arrivato proprio nel momento in cui tante persone accusavano la dirigenza per un calciomercato falso come una banconota del Monopoli, un pochino mi rattrista.
Cabral, non è colpa tua, trust me.
Io non so quanto il ragazzo abbia seguito le querelle legate a questo gennaio prima di ficcarcisi dentro.
Tra lo scetticismo e le emozioni furibonde, è presto per capire o giudicare, perché poi, oh, chi lo conosce. 
Magari alla fine è fortissimo ed in tanti sbagliano sul suo conto, però la puzza di un LAST MINUTE LOW COST tanto per darci il contentino la sento tutta.
E considerate che sarebbe tipo la milionesima volta di fila e la cosa mi allarma oltre ogni misura.
La finestra invernale, difficilissima con la novità dell’indice di liquidità, si è chiusa proprio con Cabral sul filo del rasoio. Il calciatore giunto dallo Sporting Lisbona in prestito con diritto di riscatto fissato a 8 mln, è di fatto il rinforzo in attacco che andrà a sostituire Vedat Muriqi. 
Tutto bellissimo, Vedat in cerca di riscatto a Maiorca, Vavro a Copenhagen, una vagonata di colossali bufale sparse qui e là, Tare ce ne ha riempito il mondo, but…… Posto che il giocatore dal Portogallo potrebbe rivelarsi una gradevole presenza, non è comunque ciò che Sarri aspettava.
Il giovane attaccante nasce ad Assomada, Capo Verde, il 14 giugno del 1998. Calcisticamente cresce nelle giovanili dello Sporting Lisbona.
Si distingue per la tecnica e la rapidità, tanto da essere considerato dalla Uefa tra i giovani più promettenti della stagione 2019/20. 
Qualcuno mormora di una somiglianza con Balde Keita, dotato di un buon tiro e di un grande dribbling, la posizione preferita del classe 1998 è quella di ala sinistra. Reparto assediato da Pedro, Mattia Zaccagni e Raul Moro. È un attaccante esterno che può agire anche da prima punta? I HOPE.
Considerato dagli addetti ai lavori uno dei calciatori più promettenti usciti dal vivaio dello Sporting, a frenare la sua reale consacrazione oltre le chiacchiere, sono stati gli infortuni. L’ultimo risale a novembre del 2021 e lo ha tenuto lontano dal campo sino a metà gennaio. O almeno così ho sentito dire.
Capite, Cabral non c’è mai entrato nulla nel nostro malcontento. 
Sono stati presi per il culo calciatori fortissimi agli esordi, De Vrij ad esempio, non è un fatto di talento, non è un fatto di simpatia, è che proprio la dirigenza per quello che è diventata negli anni e per il modo in cui ha stravolto in negativo la Lazio con soggetti mediamente imbarazzanti, attira principalmente scetticismo.
Poi, per carità, ogni tanto l’amore è nato davvero – Luis Alberto te quiero- , Luiz Felipe fu un colpo di natica pazzesco, Felipe Anderson costò due spicci e potrei continuare con altre 10 storie simili, ma se si fa un bilancio degli ultimi 20 anni, beh, al netto di tutto è più facile che ti trovi davanti l’ EPIC FAIL piuttosto che il campioncino.
Sono i fatti a parlare, i numeri, la matematica Formelliana.
Cabral vuoi per il modo, vuoi per lo scontento di Maurizi-one Sarri, sembrerebbe la copia di tanti riassunti che noi abbiamo già visto e stravisto. 
E per questo siamo diffidenti verso di lui.
Onestamente, al momento troverei molto più strano che qualcuno possa avere voglia di scommetterci sopra, per dire.
Todavia, il mio “bufalometro” in realtà lampeggia per tutti perché, se Tare non mi convince, non è che io veda immediatamente la valida e credibile alternativa, ecco. 
Mah, vediamo, guardiamo, incrociamo le dita.
Mi auguro davvero ci sia tanto da guardare e poco da incrociare, mi auguro ci toccherà assistere all’excursus che porterà il ragazzo dello Sporting Lisbona a fare mille ballottaggi e non una scelta che probabilmente sarebbe fatta a mani basse.
Per il resto, Jovane Cabral ha davvero una faccia simpatica. E mi dispiacerebbe se, tra un paio di mesi, diventasse solo un lontano ricordo da riporre nel cassetto dei mille figuranti coi quali Tare s’è presentato a Formello. Vorrei interrompere il teatrino ed il trash in cui facciamo il solito bagno social.
Eviterei volentieri momenti di scazzi random futuri.
Ma alla fine della fiera vorrei ricordarvi, anni fa, uno sconosciuto che non aveva combinato una mazza di niente. Arrivò alla Lazio tra scetticismo e perculate. 
Oggi, quel giovane sconosciuto, lo chiamiamo Luis Alberto.
Boa sorte, Jovan. Non sai quanto ne avrai bisogno.
Simplemente, Xoxo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.