Ho tanti pensieri che mi girano per la testa, tanta confusione, allora decido di fare un attimo buio dentro di me , prendo fiato nel caos tra mercato, cessioni e trovo il punto da cui ripartire: lo stadio pieno il 20 maggio.

Ecco,  quella è stata la risposta ad una domanda:  dove sono finiti i laziali? Siamo un popolo e siamo tornati!

Parlo a nome mio soltanto, una che allo stadio ci va quando può e soprattutto se vuole. Una che non ha mai amato la guerra interna tra lotitiani ed antilotitiani, una che se vuole, compra  semplicemente il biglietto.

Non ho mai sottostato ad alcuna imposizione nella vita, figurarsi nel tifare la mia squadra.

Non punto il dito contro chi porta avanti la sua contestazione, ho contestato anche io, anche io ero imbufalita vedendo arrivare l’ennesimo Perea,  non punto il dito però neanche contro chi non ha mai protestato: digerire o no questa gestione è una valutazione personale.

Quelli che però c’erano il 20 maggio sono la risposta alla società che chiamava la gente a raccolta . Bene, il nostro l’abbiamo fatto adesso tocca a loro.

Adesso non ci sono più alibi, non ci sono più scuse, adesso si deve ripartire, i laziali devono poter sognare anche senza Stefan De Vrij.

Questa squadra ha sfiorato il sogno, ha fallito le buone occasioni, ma ha avuto sicuramente il merito di far sognare ancora i tifosi riportandoli sugli spalti dell’Olimpico.

Non facciamo i romanisti , non gridiamo al “sogno rubato”, non nascondiamoci dietro i torti arbitrali, ma diciamo le cose per come realmente sono: hanno vinto gli altri.

Sappiamo tutti che alla fine dei conti, rimane una sola verità e cioè, o vinci o perdi, non si ammettono repliche.

Una società che crede nella Lazio deve ripartire dall’Olimpico del 20 di maggio e premiarlo. Come? Con il mercato.

Deve ripartire investendo tutti quei soldi che non sono stati spesi l’anno scorso per raggiungere l’obiettivo Champions League.

Perché la storia della “coperta corta” si è sempre saputa fin dall’inizio ma, proprio nelle ultime giornate di campionato, è emerso quanto fosse grande questa lacuna.

Adesso è facile prendersela con De Vrij il “mercenario”, con Inzaghi, con i giocatori, con Ausilio e con l’Inter, però ci hanno sempre detto che bisognava tornare a riempire lo stadio,  l’abbiamo fatto e che finalmente la dirigenza si assuma le proprie responsabilità imparando da esse.

Non esiste più nessuna contestazione: gli abbiamo tolto l’alibi. I tifosi si sono stretti nuovamente intorno alla dirigenza, l’allenatore e la squadra.

Inutile stare qui ad elencare per l’ennesima volta quello che ci serve e quello di cui dobbiamo liberarci,  è ora di investire , di regalare veramente la possibilità di  sognare ai laziali.

La squadra ha dato tutto, i tifosi anche, adesso aspettiamo la società.

Viviamo di pregressi storici che riguardano la gestione Lotito e la storia ci ha insegnato che quando il popolo non è contento, si rivolta. E chi ci rimette? La Lazio scendendo in campo accolta dal vuoto!

Non si può chiedere ai tifosi di stare zitti se una cosa non gli piace, adesso è la società a dover dimostrare di essere all’altezza della sua piazza, di meritare la sua gente!

 

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