Quando viene ufficializzato un colpo di mercato,  una domanda mi sorge subito spontanea. E no, non è “Ma chi caiser è questo?“, anche se sarebbe altrettanto lecita, effettivamente.
La mia perplessità riguardava spessissimo il curriculum del calciatore, non sempre rincuorante perché, se era stato buttato in panchina che manco i figli della serva, o svenduto rapidamente dal club di appartenenza, un motivo ci doveva pur essere (tranne per Luis Alberto).
Parlare di "rivincite" e puntare sulle scommesse, era  una scelta che trovavo decisamente insensata.
Cioè, con tutti i giocatori mediamente noti ed economici in giro,  che necessità c’era di arruolare elementi che non erano pronti manco per niente?
E sia chiaro: io AMO le rinascite alla Luis Alberto e ADORO le giovani promesse,  senza prenderle troppo sul serio. Quello lo lascio fare agli "esperti". 
Ma arrivati a Formello, molti di loro, non sono stati né promesse, né rinascite. 
E l’unica cosa che capivo, era perché i vari Durmisi avessero accettato la Lazio. Cioè, in un mondo dove c’è chi si venderebbe la madre pur di ottenere un contratto, non è difficilissimo non fargli una colpa del SÌ detto alla società biancoceleste.
Per carità, oh, ci sta che alcuni tipi di giocatori possano non piacere a tutti, al mister in primis che decide di farli ammuffire, è lecito che la gente li critichi, è normale che ci sia chi ha altri gusti nella vita. Ma se al solo sentirli nominare ti parte lo sproloquio…
C’ha pensato il Karma, alla fine. O la naturale selezione calcistica. 
Ed ogni riferimento al Durmisi di turno, è assolutamente voluto.
Dagli acquisti a parametro zero, le  rinascite d’esperienza, arrivando ai giovini che sarebbero dovuti diventare stelle di prima grandezza, il popolo biancoceleste ne ha viste di tutti i colori.
Io sì che vorrei essere leggera. Ed è un peccato che di alcuni elementi che promettevano trash a gogò, ce ne abbiano privati così presto (Mauricio era traboccante di trash, raga’).
Li aspettavo al varco per rendermi conto che potevamo avere di meglio rispetto a tutto fumo e niente arrosto.
LA MIA TOP 10: BUFALE SPARSE E CALCIOMERCATO
Perea
Lui che non ha combinato nulla di male per farsi volere male, non ha fatto proprio nulla in verità. E noi che ci disperavamo ugualmente mettendoci le mani nei capelli perché – Er nuovo Cavani ‘ndo sta?-  tra un commento cinico e l’attenzione per un ragazzo che, "nuovo Cavani", non ci si è chiamato da solo.  Siamo tutti un po’ Perea del resto.
Moritz Leitner
Io ringrazio il cielo che ad animare la stagione 2016/2017… e niente. Per tutto il resto c’è WIKIPEDIA. Ciao Moritz.
Diego Novaretti
Non so se mi inquietava di più perché aveva la stessa faccia di un figurante triste in una commedia di Eduardo De Filippo,  o perché era arrivato così scarico che le poche volte che l’ho intravisto, avevo avuto il dubbio se respirasse o meno. 
Durmisi
Uno preso per fare squadra e che tutto ha fatto tranne che stare in squadra. Jony è partito per il ritiro in Germania, gente prima di lui abbonda. Ma Riza è una leggenda popolare? Lo dobbiamo nominare 3 volte davanti uno specchio? Bloody Mary tappate le orecchie. 
Gael Kakuta
E qui stenderei un velo pietoso. Dove stava lui non c’era nemmeno una telecamera a testimoniare la sua reale presenza.
Javier Garrido
Dal Manchester City per la fascia sinistra rimasta orfana di Aleksandar Kolarov.
Numerosi infortuni che –gnafatta a farcela-  povero, non riesco nemmeno a indignarmi.
Fortuna Wallace
È una dei miei preferiti. A lui accollo molto molto trash, o almeno quello che ha tirato fuori da noi capaci di fare tremare la Diocesi. E solo a nominarlo, ho paura dell’effetto boomerang, tipo quello che ha visto tornare Wesley Hoedt con lo stesso bagaglio di horror. Di Fortuna Wallace, Tare ne ha riempito il mondo… e se a volte tornassero?
Matias Lequi
"Ma chi ca*zo sono andata a ripescare” come mood di questa vita e pure della prossima.
Matias Lequi fu uno dei primi acquisti dell’era Lotito.  Ma questa non è una bella storia romantica sui ‘C’era una volta‘ perché, l’ex difensore dell’Atletico Madrid, ad oggi si può considerare davvero un autentico FLOP da 6 presenze appena. Do you Remember?
Helder Postiga
Era arrivato insieme Kakuta, e penso di aver detto tutto. Ebbe il merito di far scoppiare la protesta dei tifosi laziali in tutta la sua veemenza.
Chiamarlo "meteora" sarebbe già troppo ridondante.
Nel gennaio del 2014 si puntò sulla rinascita di Postiga e ci puntiamo ancora. Tutto bello… ma… Helder se n’è andato?
Ivan De La Pena
 -Il piccolo Buddha-  bufala targata ultima Lazio di Cragnotti. 30 miliardi di lire, 22 anni, esperienza al Barcellona e… niente. Era talmente lento che solo a ricordarlo mi sono fatta una pennichella preventiva.

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