Fortuna che la firma di Sarri è arrivata e non ci sono state sorprese alla David Silva/Inzaghi, Do you remember, altrimenti ci saremmo giocati completamente il fegato.
E quello di Lotito appresso al nostro.
Siamo stati una settimana in preda al delirio più totale, la stampa vaneggiava straparlava, farneticava. È stata un’esperienza mistica, completamente. Soffrivo così tanto la presenza di Mourihno, e mo’ v’ho detto senza fare la FAIGA, che pur di non montarmi la testa per poi cadere col culo per terra, sparavo assurdità tipo prepararmi alla presentazione di GIAMPAOLO. Tanto ero vittima dei fumi della follia.
SARRISMO senza pietà, SARRISMO a più non posso. SARRISMO per plebiscito. 
Il popolo laziale ha cucito i gradi sulla casacca del suo comandante, lo ha voluto, aspettato, chiamato. 
Lotito ha preso Maurizio Sarri, ma lo abbiamo scelto noi, mi verrebbe da dire. 
Abbiamo passato una settimana snervante col telefono in mano a postare emoticon di sigarette in barba alle campagne di sensibilizzazione contro il fumo. 
L’isteria e l’ansia non appena qualcuno mormorava altre piste su siti e giornali.
Oh, manco Nesta ed il romantico ritorno del capitano in biancoceleste mi avrebbe fatta riprendere da ‘na mazzata come El diniego di MAURIZIONE. 
Viva i romantici… va beh, fino ‘na certa. 
Mazzarri, Gotti, Italiano, Espirito Santo e AMEN. 
Nemmeno l’ abitudine al drama c’ha mai fatti mollare mentre continuavamo a chiedere uno sforzo a Lotito. 
Ed in questo il patron capitolino è stato esemplare. Sapeva che dopo Inzaghi avrebbe dovuto fare qualcosa di grosso: c’ha ridato le ambizioni. 
Come se per rispondere ad una piazza che per anni lo aveva osteggiato, ha semplicemente dimostrato in un colpo solo che forse la voglia di crescere c’è davvero. 
Ma ci voleva il suo tempo , quello della maturazione e della consapevolezza. 
Evidentemente non è padre padrone e se gli va, una mano ce la concede pure. 
 
Un plebiscito e Sarri è arrivato a Roma.
Lo ha voluto la sua "gente", raga’ fa strano dirlo ma siamo di fatto la "sua gente" e Babbo Natale esiste. 
Acclamato quasi come il Paul Gascoigne di tantissimi anni indietro. 
La gioia di noi tifosi è incontenibile, pareva di esser tornati a Cragnotti che bloccava la cessione di Beppe Signori. Prima volta nella storia del calcio in cui la passione popolare SCELSE. 
Gli acquisti, la Lazio di Sarri. Sarà lui, il Comandante, a chiudere l’era INZAGHI e cominciarne una nuova .  
Bando al disfattismo, non è tempo per i rimpianti. 
Delirio che si è palesato in tutta la sua bellezza quando Lotito ha affermato pubblicamente che aveva preso il tecnico dei sogni con tanto di blasone. 
Non per fare la guest star alla sagra della porchetta, lo aveva detto davvero. 
Senza vanificare le nostre speranze e senza parole buttate a caso. 
C’eravamo arenati su questa folle credenza che senza INZAGHI saremmo finiti chissà nelle mani di chi, invece l’addio iniziava ad essere necessario per aspirare ad uno bravo, ma bravo bravo, che lo SPECIAL ONE dei cugini non fa più manco notizia. 
E non me sfugge il perché.
Cioè, ma a noi che ci frega di Mou? 
Cioè, in mezzo a questo circo e teatranti, c’abbiamo bisogno di Sarri l’anti-star Hollywoodiana per instillare anche negli altri un po’ di palese complesso di inferiorità. 
Mentre tutti vaneggiavano, Lotito guardava serafico e taceva. Poi ha affondato il primo fendente: – abbiamo preso Sarri-.
Ora, andate tutti a strombazzare i clacson, la Lazio sta per rinascere davvero, come si conviene. 
"Sarrismo" scelto dal popolo. 
Nota a margine :
Tare col calciomercato di problemi ne ha avuti parecchi, lo sappiamo. Ma ‘sti tizi che affollano l’universo Formelliano? 
Il popolo ha scelto Sarri, ora il Comandante ha bisogno dei suoi soldati e non de quelli di Tare. 
Ecco. 
GUDDEBAYYYY
Simplemente, Xoxo. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.