La Lazio in Coppa Italia era facilmente riassumibile così: quando pensavi avessero sfiorato ciascuna delle 50 sfumature di cringe, ti meravigliavano e ti regalavano un altro piccolo record raggiunto.
Un percorso che conoscevamo bene, una competizione considerata che nemmeno il figlio della serva, improperi e vacche magre.

E ci si metteva dell’impegno nel farlo infatti, il torneo nazionale, nonostante gli anni passassero non accennava minimamente a guadagnare appeal.
Noi da casa c’eravamo rassegnati -da mo’- alla qualunque, senza novità a salvarci dal baratro.
Ogni anno una vaccata più grande della precedente, addirittura la Conference League portò in dono zero gioie e travasi di bile.

Poi, di colpo EUREKA.
Mes eyeux: non ci vuole del genio per capire che l’Europa League passa praticamente per la Coppa Italia.

Un colpo di scena senza precedenti.
Una roba mai vista, mes amis, abbiamo dei vincitori!
C’è poco da fare, checché ne pensino Tizio Caio o Sempronio, la verità è che il meccanismo delle passate stagioni -sacrificare l’Europa a favore del campionato- era imbarazzante.
E vorrei trovare aggettivi più pucciosi.
Agghiacciante il fatto che la Lazio non poteva nemmeno provare a mettersi in gioco.
Partite incredibili, nel senso di non-credibili, che stavano come io stavo alla dieta vegana, per intenderci.
Senza capo né coda.
Tremendo fosse concesso più spazio ai teatrini di Lotito strappalacrime piuttosto che al campo.
Oggi –au contraire– l’Europa tanto bistrattata mancherebbe come l’aria.

E, tutto ciò, nonostante l’emergenza piena nel disagio degli infortuni.
E all’improvviso l’illuminazione, la nuova consapevolezza.
Un sogno che merita di essere sognato fino all’ultima battuta.

Ai microfoni di Sky Sport, è stato proprio l’ultimo arrivato a Formello –Kenneth Taylor– a parlare del vero obbiettivo stagionale ⬇️
🗣️ “Vogliamo arrivare più in alto possibile in classifica, anche se il nostro obiettivo principale resta la Coppa Italia. La Serie A però non è finita e cercheremo di fare del nostro meglio per scalare posizioni. Uno stadio pieno dà una spinta enorme alla squadra: è un fattore molto importante. Giocare senza pubblico, invece, credo ci abbia un po’ condizionati”

La Lazio ha donato spocchia come se potesse averne -in alcuni momenti- contro il Milan ed il Bologna (in Coppa Italia) temevo di incappare nelle solite figure barbine che altri, al posto di Lotito, sarebbero corsi dal fratello della Leotta a cambiarsi i connotati.
E, che ci piaccia o meno, sappiamo bene che era proprio così.

Inutile che adesso fingiamo di ignorare gente che se n’è uscita con certe bordate, ma grazie al Cielo c’è chi ha un briciolo di onestà a costo di prendersi le perculate.
I biancocelesti capaci di tenerci incollati allo schermo mentre, fino a poco tempo fa, la Coppa Italia altro non era che 90 minuti più recupero tentata di passare a “Uomini e Donne” su Mediaset Play.

S’è accesa FINALMENTE la luce in fondo al tunnel?
Nel frattempo aggiungo che, comunque vada, siamo durati più de La Talpa….non ci piove.

Spero che il resto sia come l’incipit; perfetto come il valore delle mie transaminasi!

Baci baci, Xoxo 💋

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