Comunque…..
La Lazio in campionato è riassumibile così: quando pensi che siano state sfiorate tutte le 50 sfumature di cringe, ti meravigliano e ti regalano il Torino.
Poi arriva la Coppa Italia, un percorso finora considerato che nemmeno il figlio della serva, improperi e vacche magre.

E ci si metteva dell’impegno nel farlo perché, nonostante il passare degli anni, il torneo nazionale non accenna minimamente a guadagnare appeal, anzi.
Noi da casa ci siamo rassegnati -da mo’- alla qualunque, senza novità a salvarci dal baratro.
Ogni anno una vaccata più grande della precedente, addirittura la Conference League ci portò meno reflusso gastroesofageo.

Poi un lampo di lucidità.
Mes eyeux: Ci vuole del genio, bisogna riconoscerlo.
Un tocco di experience senza precedenti (vittoria contro il Milan, ai rigori contro il Bologna) e la Lazio ha strappato il pass per l’agognata semifinale.
C’è poco da fare, checché ne pensino Tizio Caio o Sempronio, la verità è che il meccanismo delle passate stagioni -sacrificare ogni cosa a favore del campionato- era imbarazzante.
E vorrei trovare aggettivi più pucciosi.
Agghiacciante il fatto che nemmeno ci si provasse.
Partite incredibili, nel senso di non-credibili, che stavano come la gente che si mette a dieta e poi a mezzanotte s’è magnata pure Beppe il vicino.
Per intenderci.
Tremendo fosse concesso più spazio ai teatrini di Lotito strappalacrime piuttosto che al campo.

Résumé:
Due partite tra domenica e mercoledì, la seconda nettamente più importante, cruciale per allungare le speranze europee.
L’infermeria condizionerà qualche decisione cancellando possibili rotazioni di spessore.
Rovella ha finito la stagione in quanto rimarrà ai box per circa tre mesi. Gila e Basic, oltre al lungodegente Pedro, diminuiscono le opzioni a disposizione.
Non sarà il torneo della litoranea Ostia-Anzio.
La Lazio deve cominciare a donarci spocchia come se potesse averne.
Contro il Milan temevo di incappare nelle solite figure di EMME che altri, al posto di Lotito, sarebbero corsi dal fratello della Leotta per farsi cambiare i connotati.
E, che ci piaccia o meno, sappiamo bene che era proprio così.
Inutile che adesso fingiamo di ignorare gente che se n’è uscita con certe bordate
in mezzo al disfattismo forzato, grazie al Cielo c’è chi ha un briciolo di onestà, a costo di prendersi le perculate.
Tutti tanto carucci e capaci di tenerti incollata allo schermo mentre, fino a poco tempo fa, la Coppa Italia altro non era che 90 più recupero di intermezzo tra una puntata e l’altra di qualche serie Netflix.
Europa League?
S’è accesa la luce in fondo al tunnel.
Nel frattempo aggiungo che, comunque vada, a ‘sto giro, siamo durati di più che un festino bilaterale a Sanremo….non ci piove.

Baci baci, Xoxo 💋
