“Scrivo una lettera per te, così magari la leggerai….”
Non potevo chiedere di meglio per una delle mie ultime opinioni del 2025.
Non potevo chiedere di meglio perché, all’alba del 2026, la mia chiacchierata sarà dedicata ad un giocatore che è riuscito a farmi appassionare DAVVERO.
Ma che roba eccezionale, ma che roba eccezionale è quando ti aspetti l’ennesimo palo in faccia, quando te lo vedi proprio arrivare e la vita, au contrarie, ti sorprende?
Io credo che la scelta ricaduta su Alessio Romagnoli sia in assoluto una delle più emozionanti dell’ultimo ventennio Formelliano.
E soprattutto, mi fa guardare al futuro con le GOOD VIBES.

Prima che arrivasse ero precipitata nel disagio di “Wallace che ritorna” “Hoedt che ritorna ancora” ed ero vittima di emozioni furibonde.
ROMAGNOLI ALLA LAZIO era un’idea suggestiva come ce n’erano a pacchi in questi anni.
Giroud e David Silva, mi avevano segnato.
Cafonate, prese in giro, giornalisti narcisi pronti a buttarci nel drama più spinto.
Non che non siano arrivati elementi validissimi nell’ultimo decennio (De Vrij, Acerbi, Luiz Felipe) eh, per carità, però se parliamo proprio di sentimenti e di consenso totale, beh, allora mi viene in mente solo Romagnoli.
Si poneva esattamente al punto in cui la Lazio doveva arrivare per alzare clamorosamente l’asticella.
Ovviamente dal mio commento terrò fuori i paragoni sterili per una serie di ragioni liquidate brevemente:
la poracciata che fu il tesseramento di Kamenovic, i 12 milioni per Vavro spesi giusto per confondere le acque.
Quindi trovo inutile accanircisi più di tanto.
Tornando a noi…
È stata una trattativa il cui esito era scritto sin dal giorno 1.
Ecco, mo’ ve l’ho detto.
L’epilogo era chiaro, non c’erano alternative e per saperlo, bastava cogliere piccolissime cose, il Diavolo dopotutto è nei particolari sì , ma pure l’aquila.
A buon intenditor…

C’erano momenti in cui tutto quello che succedeva era finalizzato a capire.
Certo, prima di una firma spiattellata nero su bianco possono esserci ribaltoni che manco Costantino Della Gherardesca a 4 Matrimoni.
L’interesse dichiarato può svanire al primo soffio di vento o alla prima offerta di uno sceicco.
13: Poi all’improvviso sei arrivato tu.
Un calciatore affidabile, riflessivo a cui tanti altri gli potrebbero spicciare casa, nonostante costino il doppio del suo ingaggio, pure il triplo.
Ma se ha finito col rivelarsi una delle sorprese migliori, è proprio perché abbiamo assistito a qualcosa di più intenso e molto meno scontato del previsto.
E questo è un parere tecnico.
Poi c’è il modo di parlare che piace a me: col cuore.
Sono vittima di facili entusiasmi, mi entusiasmo pure per un semplice scarparo seriale, figurarsi per un giocatore navigato.

Lotito non si era mai sbilanciato, tanto pesa il nome quanto perde le parole ed ama follemente depistarci.
Ti fa affondare nel panico e ti ci lascia.
Mi faceva incazzare e poi sbellicare, abituata come sono alle trattative lagnose già andate a male in appena 20 minuti.
Il sor Lotito doveva fare qualcosa di grosso.
E quella volta confezionò il capolavoro.
C’è stato un momento in cui avevo davvero percepito la scintilla e da lì la voglia di aspettare, fossero stati mesi di insopportabili conferme – smentite-procuratore.
Non farò la cronistoria degli articoli letti sul web, o di quando le apologie della stampa mi toglievano le sicurezze.
E forse le sceneggiate scritte a lettere cubitali tocca pure ringraziarle alla fine perché, più battevano i piedi, più avevamo modo di notare l’abisso che separava Alessio da tutti quelli che sono venuti prima di lui.
Remember: i o col telefono in mano aggiornando ogni momento, perché con Claudio che fa i capricci ogni cinque minuti, è facile vedere sfanculato chiunque non lo accontenti.
E tenere botta davanti a Claudio non è affatto cosa semplice, anzi.
Ma chi rosica alla fine risica. Mi sembra di aver capito.
Bastava solo aspettare e Alessio è stata una delle cose più emozionanti che potessimo fare qua.
Una delle migliori che avrebbero potuto inventarsi a Formello.
E sono felice di poter dire, guardando indietro: “Aria tesoro, sei passato”.
Prima le emozioni e poi il campo.
Mai mezzo imbarazzo, mai mezzo momento di disagio, mai una poracciata.
Ecco, per me in questo c’è tutto.
Come ho già avuto modo di dire, Romagnoli è il più classico dei colpi di fulmine.
Ben lontano dal gossip becero di cui normalmente si circonda Formello, notizie e indiscrezioni a tratti folkloristiche.
Insomma, IO completamente Romagnoli-centrica.
Certo, se non avessimo avuto l’ansia di David Silva Silva Silva, magari due paroline romantiche in più sarebbero potute volare nelle settimane in cui aspettavamo l’ufficialità.
Ma gli occhi lucidi della sua prima volta all’Olimpico con la maglia della Lazio –che poi sono gli stessi con i cui io guardo una Vuitton– e…. stop.
La Lazio è un uragano ingestibile e penso che presto tornerà il giorno della quiete dopo la tempesta.
Basta solo aspettare.
Del resto….
Comincerò a ripensare all’acquisto di Vavro per tornare ad essere stronza.
Perché ora basta, è quasi Natale pure pe’ me e sto diventando troppo buona.
E non me sta bene!
Baci baci, Xoxo.💋
