Io ho una vita tranquilla, più tranquilla di quella di chi va in tribunale per condividere l’affido dei Rolex tutto sommato…. per cui non posso farmi venire lo smottamento di bile leggendo cose come quelle che leggo sul web.
Dovrebbe esistere un garante alla tutela del trash in eccesso.

Dopo giorni stiamo ancora qua a fare apologie sul niente galattico.
STOP.
Ormai il ritornello lo conosciamo a memoria.
A tutto c’è un limite e dopo anni è davvero insostenibile.
Qui le cose sono due:
✓Niente calciomercato in entrata.
✓Per quanto siano snervanti -a tratti- i titolari in campo, sono quelli che abbiamo.

E, condannarci alla depressione random con questi che parlano, parlano, parlano, non si arriva a niente.
Ormai il discorso è diventato così ridicolo che suona quasi patetico.

Maurizio Sarri, infatti, ha parlato dell’imperituro gap tra la sua squadra e le altre big della Serie A. Quelle che si sono potute rinforzare e non riadattare.

Può essere che Lotito sia così duro che manco il marmo di Carrara?
Ora, a parte le carampane sui social, sul serio il patron capitolino pensa di potersi rigirare la frittata in eterno?
Sono anni che qualcosa ancora manca. Manca terribilmente.
Mancanze che possono essere CERTAMENTE colmate col lavoro di SARRI senza mai tirarsi indietro.

“Prigioniero di una sua idea di calcio“.
Una voce che si può mettere sul muto. Il tecnico toscano è tornato dopo le dimissioni del 2024.
Una volta ancora per orchestrare un gruppo plasmato sul cartamodello BARONI e sul quale non può mettere pesantemente mano a causa del blocco mercato.
L’ integralista, a detta di svariate carampane, oggi è obbligato a lavorare con una squadra che -forse- non eccelle per qualità, ma si distingue per fisicità.
E la garra può riparare a lungo termine.
Così il mister ha messo sul tavolo la sua identità e lo si è visto contro contro il Galatasaray.

Un gioco meno maniacale e mnemonico, scambi più veloci e lanci lughi.
Sarri non ha mai chiesto un pallone alto nel corso della sua carriera, in porta ci si arriva con il fraseggio. Un suo pensiero che per ora, però, ha riposto nel cassetto, anche per premiare Nicolò Rovella. [Corriere dello Sport]

Must have; CANCELLIERI.
Da ragazzo destinato al botolamento perpetuo, oggi può intravedere un percorso in biancoceleste.
Goduria, almeno per chi brama lo stravolgimento di alcune dinamiche Formelliane, eh.

La Lazio dovrà affrontare un percorso complicato che, inevitabilmente, ti farà tirare giù tre/quattro imprecazioni preventive. Dovremmo cercare in ogni cosa quell’apprezzabilissimo filo logico.
Con il rischio dietro l’angolo di buttare al cesso quanto fatto.

E nel giro di 10 minuti, riecco che il mio pensiero va a SARRI; perché senza di lui, io sarei molto più in ansia. Perché senza di lui, sarebbe diverso. E riconoscerlo è un atto dovuto. O almeno dovrebbe esserlo.

Non intravedo all’orizzonte il medesimo teatrino con la stessa ciclicità. Con tutto il cringe ad esso collegato.

Io sto con Maurizio e voi?

Baci baci, Xoxo 💋

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