E poi niente, c’è ancora un ultimo rinnovo di contratto sul tavolo di Lotito, forse meno godereccio rispetto al trash degno di questo nome, ma l’unico che non mi ha minimamente spiazzata. Anzi, ci avrei scommesso su pure l’ultima moneta.
Nella recente storia biancoceleste, ci sono stati pochi calciatori che riuscivo a leggere facilmente come la copertina di un qualsiasi numero di Vogue , tutto diventava polemica che passava per le mani di procuratori pronti a baraccumi imbarazzanti e prese di posizioni ridicole.
A ‘sto giro, invece, è andata esattamente al contrario.
Per un Luis Alberto che clamorosamente agita le acque da buon tradizionalista, ci pensa Danilo Cataldi a non cogliere di sorpresa nessuno scegliendo il finale più quotato persino dai bookmakers.
Tra ambizioni e desideri, il centrocampista ha fatto sognare i tifosi :
«Speriamo di vincere un trofeo. Stiamo lavorando per questo, vediamo dove ci porterà la fine di quest’anno», ha detto Danilo all’evento benefico organizzato dalla So.Spe. di Suor Paola.
Lo stop delle partite è coinciso con la ripartenza dei colloqui per i prolungamenti. Il suo è in attesa di una scadenza da posticipare rispetto alla data attuale e cioè il 30 giugno 2024.
Tutto fa presagire che la fumata bianca arriverà presto.
L’idea è quella di estendere il contratto fino al 2027, aggiungendo all’accordo anche l’adeguamento dell’ingaggio (da 1.4 milioni a 1.8), realizzando così il suo sogno.
Danilo ha dimostrato di andare oltre le manie di protagonismo tipiche ad alcuni calciatori e si è accorto immediatamente di quanto la Lazio riuscisse a tirare fuori il suo meglio.
Solito ragazzetto con belle speranze in tasca all’inizio, solito ragazzetto che insolitamente era piaciuto a tanti fin da subito, lo sapete.
Biancoceleste nell’animo, mai arrogante o irritante, sicuramente più stimolante e meno prevedibile.
E non come i tizi alla Balde Keita che ti mandano in tilt il cervello e te lo restituiscono quando gli va di cercare altrove.
Questione di serietà , in poche parole.
Danilo, invece, un “bonaccione” che nonostante la giovinezza e il culo di fare il calciatore, era pronto a sudarsi ogni cosa. Lontano dagli show pregni di ignoranza 2.0 a favore di social che manco alle elementari e per questo meriterebbe un riconoscimento dello Stato.
Partita dopo partita, ho iniziato a capire.
Tanto poco mi convinceva all’inizio, tanto col tempo l’ho rivalutato perché, dietro quella inespugnabile espressione da “cerbiatto accecato dai fari”, nascondeva un animo combattivo, incazzosissimo come piace a noi.
Ero certa, avrei scommesso sulla sua volontà di prolungare il contratto trequarti del contenuto nella mia scarpiera, proprio in virtù di ciò che diceva.
Questo presupposto non mi ha mai fregato e seppur se n’è parlato poco e con poco romanticismo, il centrocampista di Ottavia era quello più adatto al ruolo di post-Leiva.
Sarri ci credeva, c’ha creduto prima di tutti, altrimenti non lo avrebbe schierato 32 volte in campionato di cui 19 al posto di Lucas.
E la conferma l’ho avuta quando Il Corriere dello Sport ha sottolineato la sua vera svolta in carriera.
Bando alle mie preferenze personali, ai giudizi e pareri, alla ricerca del trash, si deve pur raggiungere una forma di obiettività universale. A ‘na certa.
Aleggiava scetticismo nel pensare che dovesse tocca’ proprio Cataldi sostituire il brasiliano, c’era perplessità nella maggior parte dei tifosi, è vero.
Ma poi arriva una partita capace di svoltare la carriera e sono contenta sia stato il derby ad abbattere le riserve intorno a lui.
Non so perché ci sia voluto così tanto tempo.
L’unica cosa che so, è che oggi si può dire realizzata la profezia che fece Miro Klose, anni fa, a Lotito :
“Tienitelo stretto, un giorno venderai Cataldi a 40 milioni“.
Poi i prestiti (Genoa e Benevento), Simone Inzaghi che non gli permetteva nulla più che un posticino libero…. Non giocava, non veniva messo sul mercato.
Avrà avuto pure tutti i difetti del mondo, ma che ci tenesse era palese , ecco.
A 28 anni si è preso finalmente la Lazio tanto agognata ed era ora, tutto sommato!
Opinione puramente disinteressata, la mia, sia chiaro.
Sono stata meno stronza del solito, ma è quasi Natale pure per me.
Intanto il ponte dell’Immacolata ce lo siamo tolti di mezzo, però sforziamoci di capire che c’è una differenza abissale tra addobbare il balcone e ricreare il Cocoricò di Riccione.
Suvvia, dopotutto è quasi tempo di calciomercato e che il trash non ci abbandoni mai!
Simplemente, Xoxo.
