Enrico Mentana, al TG su La7, si è unito al coro di critiche verso la decisione del ministro dell’interno francese di vietare la trasferta ai tifosi della Lazio per la gara di giovedì contro il Marsiglia:

«Voglio chiudere parlando di una cosa che riguarda il calcio. Da parte del governo francese è stato disposto il divieto di andare a Marsiglia dei tifosi della Lazio per la partita di Europa League di giovedì sera. Lo spostamento di ogni persona che sia tifoso della Lazio è vietato da ogni frontiera statale, ferroviarie, portuale e aeroportuale francese. L’ordinanza è firmata dal ministro dell’interno. Secondo me è una vergogna. Non si può impedire ai supporter di una squadra di andare in un paese all’interno dello spazio di libera circolazione come è quello europeo e nella frontiera tra Italia e Francia.

Oltretutto si parla dei comportamenti violenti di alcuni tifosi, di ripetuti canti fascisti e saluti romani. Allora che tra le tifoserie e che nelle curve ci sia anche questo è noto, ma anche la Francia non è da meno. Comunque non si può criminalizzare un’intera tifoseria per questo, non si può all’interno di uno spazio comune come l’Unione Europea. Ognuno di noi ha le proprie idee anche in questione di tifo, ma qui non c’entra. Questo è un vero affronto a tutte le tifoserie italiane. Concludo qui».

Anche Giorgia Meloni non le ha mandate a dire e si è fermamente scagliata contro la decisione del governo francese di vietare ai tifosi della Lazio la trasferta per la gara di giovedì contro il Marsiglia:

«Ci troviamo di fronte a un pericoloso precedente: in occasione di una partita di calcio, in questo caso Marsiglia-Lazio, il governo di Parigi non si limita a vietare l’accesso allo stadio o alla città che ospita la partita ma arriva addirittura a negare l’accesso su suolo francese ‘dai posti di frontiera stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali’ non solo a chi vorrebbe andare allo stadio ma a chiunque si dichiari sostenitore di una squadra”. Fratelli d’Italia e la Meloni si aspettano “dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal governo italiano una presa di posizione netta su un provvedimento che va contro tutte le leggi internazionali sulla libera circolazione delle persone».

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