È stato forse un piacere, o forse meno.
"In bene o in male purché se ne parli".
E chi meglio di Correa può capirlo.
Sinceramente, sin dal suo arrivo ero incuriosita di vedere all’opera questo ragazzetto gracilino.
Ma l’ho trovato sempre difficile da decifrare e penso, dopotutto, il bello dei calciatori funambolici è questo: non ci capirai mai un ca*zo. 
Il buono e il cattivo tempo, a loro gusto, a loro piacimento. El Tucu non ha mai fatto eccezione anche se, a volte, come ha saputo distruggere lui il mito del "fantasista argentino" ai miei occhi, pochi altri al mondo.
Joaquin resterà per me un oggetto misterioso, il cubo di Rubik, perciò mi limito a fare spallucce e non vado a vedere sul tavolo se sia davvero una perdita o una plusvalenza meritata-paraculissima.
Bisogna saper osservare per poi commentare.
Giocate monstre, goals provvidenziali, super azioni, virtuosismi ogni tanto buttati lì a casaccio.
A Joaquin riconosco il merito di aver tirato fuori gli stati d’animo più disparati da tutti noi. Dallo scoglionamento prepotente all’esaltazione.
Al bando, dunque, i crismi della staticità, il cercare un filo logico perché Joaquin, da ieri, è un altro mondo: quello nerazzurro.
Firmerà il contratto che lo legherà all’Inter fino al 2025 a 3,5 milioni a stagione. 
31 MILIONI e l’affaire è servito su un piatto d’argento.
Lotito ha accettato l’ultima proposta interista di 5 milioni per il prestito, 25 di obbligo di riscatto più un milione di bonus legato alla qualificazione in Champions. 
«Sono felice di essere qui, non vedevo l’ora, ho sempre voluto l’Inter», ha confessato a chi gli stava intorno, o così è trapelato dai vari siti dedicati.
Ma se pensate che io stia qui a dedicare più di 3 secondi a queste parole, beh, proprio no e, nonostante l’addio a Formello, non posso che augurargli la giusta dose di fortuna.
 
Adesso, mi chedo: ha perso davvero la Lazio un elemento importante seppur non insostituibile?
La cosa che mi è abbastanza chiara è che non sono una "Bimba di Joaquin".
Ma se proprio devo dirlo, rappresentava la parte estremamente empatica ed umana di una squadra con tutti i suoi protagonisti rilegati in un ruolo ben definito. 
Tra il bomber Immobile, il fenomeno Milinkovic, l’uomo d’acciaio Acerbi, il Titano Leiva, EL DIEZ Alberto, lui era la variabile impazzita. O, più semplicemente, la variabile umana coi suoi deliri e le sue fragilità.
Forse era proprio questo a renderlo affascinante ai miei occhi. Quel non farmelo scivolare addosso, non restare impassibile, quell’imprecazione sulla punta della lingua che spesso diventava un plauso.
In uno sport dove la disciplina è tutto e ti devi davvero fare il mazzo come un paiolo, forse ci sta pure l’instabilità.
Oh, e che volete che vi dica, a me vedere ‘sto ragazzo gracilino, spesso provocava entusiasmo oltre al bestemmione.
Parliamoci chiaro, vivo di simpatie ed antipatie estreme, Correa non è la compravendita che mi fa dispiacere. 
Non è un giocatorone pazzesco, uno di quelli a cui si perdona tutto e anche oltre, ma non ha mediocrità alcuna.
La verità devo pur buttarla fuori.
Tra il bianco e nero starò tutta la vita nel grigio… Quel grigio indefinito che ti rompe le palle perché non ha né capo né coda, ma allo stesso tempo ama ciò che gli altri odiano. E ne percepisce le sfumature, anche quelle color trash galattico.
Considerazioni buttate qui e lì…
Nonostante l’evidente indecisione di Correa, se è o meno un campione deve ancora capirlo, continuo a credere che prima o poi si sarebbe esposto in una Lazio proiettata al futuro, molto più lontano di quello prossimo. 
Sono convinta, altresì, che il momento giusto per puntare sulla sua cessione sia stato proprio questo.
Un domani chi lo sa. 
La vera domanda, ordunque, per me resta una: Lotito avrebbe trovato tra un anno o poco più, un altro club pronto a pagare 30 milioni?
Meglio non rischiare, meglio battere il chiodo finché è caldo.
(Spero possa esistere un’anima pia pronta a spiegarmi il reale significato de ‘sta frase).
Oh, non so cos’altro scrivere.
Mi sono annoiata terribilmente e, come dicevo prima, El Tucu ha la straordinaria capacità di farmi infervorare e conciliare il sonno allo stesso momento.
Tutto il resto non pervenuto.
"Es la historia de un amor
Como no hay otro igual
Que me hizo comprender
Todo el bien, todo el mal".
Ci siamo capiti, ‘nsomma….. Ciao Joaquin, non sai che te sei perso.
Senza rancore.
Simplemente, Xoxo.

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