“Esiste la sconfitta che serve e la vittoria che non serve a nulla”. “I successo è deformante: rilassa, inganna, ci rende peggiori, ci aiuta ad innamorarci eccessivamente di noi stessi. Al contrario, l’insuccesso è formativo: ci rende stabili, ci avvicina alle nostre convinzioni, ci fa ritornare ad essere coerenti”.

 Queste sono le parole che forse meglio sintetizzano la personalità del “El Loco” Bielsa, ormai prossimo a sedersi sulla panchina della Lazio, a meno di clamorosi ribaltoni dell’ultima ora. Tale filosofia, è assolutamente in linea con la personalità di un uomo che prima ancora di essere un allenatore, è in primis uno psicologo attento a risolvere i problemi di ogni suo singolo calciatore per poi dunque cavarne il massimo, attraverso il maniacale lavoro tattico in allenamento che unito alla sua predilezione per il gioco offensivo, rendono il suo modo di giocare altamente spettacolare. Ed è proprio il suo carattere rigido e anticonformista, poco incline ad essere intrappolato in rigidi schemi ma piuttosto voglioso di sprigionare tutto il suo estro ed il suo entusiasmo di sperimentare sempre cose nuove, ad avergli permesso, nonostante la sua non più giovane età di sapersi adattare a quel calcio moderno che è mutatato profondamente nel corso degli anni, proprio come fanno i camaleonti al mutare delle condizioni climatiche.

 

I  moduli prescelti

 

Bielsa predilige il  4-2-3-1 o il 3-3-3-1, anche se nel corso della sua carriera, come nell’esperienza di Bilbao, ha applicato un 4-1-2-3 largo. La scelta dell’uno o dell’altro, dipende sostanzialmente dal modo in cui si dispongono in campo gli avversari.Il tecnico argentino,  utilizza difatti  la marcatura ad uomo; ogni calciatore (fatta eccezione per il difensore centrale che imposta l’azione e la punta che attua il pressing sui difensori), segue il proprio uomo fino al termine dell’azione. Insomma, al di sotto della linea del pallone, i principi di marcatura dell’avversario sono prioritari rispetto al mantenimento delle distanze e delle posizioni.

 

 

Impostazione individuale del 4-2-3-1

 

I giocatori utilizzati in questo modulo, hanno i seguenti ruoli:

 

Portiere: Agile e reattivo, deve essere bravo a neutralizzare tiri da lontano e a giocare da libero.

Terzini: Forti fisicamente e veloci, debbono essere abili negli inserimenti centrali e laterali, nonchè a scodellare precisi cross al centro

Primo difensore centrale: Deve essere forte fisicamente, bravo nel gioco aereo ma allo stesso tempo veloce e deve inoltre saper impostare il gioco dalle retrovie. In tal senso, Bielsa potrà trovare alla Lazio quanto di meglio si possa chiedere sul mercato ovvero l’olandese De Vrij

Secondo difensore centrale: Forte fisicamente, deve essere abile sia in fase di marcatura che di anticipo.

Centrocampista difensivo: Deve saper marcare e rubare palloni agli avversari, per poi impostare l’azione con intelligenza tattica. Anche in questo caso, l’allenatore sudamericano potrà trovare alla Lazio uno dei maggiori interpreti del ruolo: il connazionale Biglia

Regista avanzato largo: Deve essere in grado di saper convergere verso il centro in modo da aprire varchi per le sovrapposizioni dei terzini, nonchè di illuminare il gioco con passaggi filtranti e dribbling secchi. Nell’Atletico Bilbao di Bielsa, questo ruolo era ricoperto da Iturraspe

Centrocampista offensivo: La classica spina nel fianco di qualsiasi difesa, abile ad inserirsi negli spazi per vie verticali e a dialogare con la prima punta. Questo ruolo nell’Atletico Bilbao, veniva ad esempio interpretato da De Marcosa

Ala offensiva: Gioca piu’ largo, per aprire le difese ma non disdegna di provare la conclusione nello specchio della porta. Interprete di tale ruolo nella formazione basca era il giovane talento Muniain

Punta: Deve essere in grado di saper far salire la squadra, favorendo gli inserimenti dei centrocampisti oltre che bravo a sfornare assist

 

Impostazione indivduale del 3-3-3-1

 

E’ in pratica la stessa del modulo precedente. Anche qui uno dei tre difensori centrali, deve essere abile ad impostare l’azione

 

 

I punti cardine della sua filosofia tattica

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