Presidente della Lazio, o meglio ancora, mercante di piazza dalla facile favella con tutti?Una pubblicità poco edificante ed un’immagine poco profesionale per questo glorioso club.

 

Confusione, confusione ed ancora confusione. E’ questa la parola che meglio descrive ciò che regna in casa Lazio. Le notizie di mercato si susseguono ormai  sui vari giornali alla velocità della luce, come una biglia impazzita che schizza da una parte all’altra del flipper, senza fermarsi mai e la causa di tutto questo è da attribuire senza dubbio al presidente Lotito che indossate le vesti bianche di alchimista, si è chiuso  nei meandri del suo laboratorio, cominciando a fare esperimenti su esperimenti. I risultati, sono inequivocabilmente sotto gli occhi di tutti; dapprima ha difatti creato un allenatore-mostro a sette teste che ha chiamato con le iniziali dei vari allenatori sin qui contattati (SAN-PRA-MARA-VEN-GASP) e poi ha messo sotto spirito tantissimi calciatori, parcheggiati li’ su delle mensole, chiusi in dei barattoli, in attesa di fargli sapere se corrispondono ai profili richiesti dal futuro allenatore oppure (meglio correggersi, al suo). Questa volta è il turno del reparto offensivo: ai nomi di Lapadula, Pavoletti e Milik, si sono aggiunti quelli di Janssen dell’Az Alkmaar e Pazzini. Cene su cene per parlare con dirigenti e procuratori sportivi, strappare promesse per ottenere diritti di prelazioni e sconti, questa è la strategia a cui oramai ci ha abituato questa società che con tale modalità d’azione, non fa altro che mostrare all’esterno poca serietà e professionalità.  Se ne è accorto anche il presidente Sebastiani che sulle colonne del corriere dello sport, ha esortato il massimo dirigente biancoceleste a fare in fretta perchè alla finestra per il suo talento italo-peruviano ci sono anche il Napoli che il Genoa. Insomma, più che un albergo a cinque stelle, la Lazio pare ormai essere diventato sempre piu’ un ostello dove regnano sovrane disorganizzazione e caos.

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