E’ ora di chiamare le cose per quello che sono realmente senza usare trucchetti da parolieri della politica.

Sono di ieri le parole di Tare che annuncia: “Faremo una rivoluzione fatta con equilibrio”.
Un controsenso perchè rivoluzione è il contrario di equilibrio… Una semplice frase che fa capire già che la Lazio vivrà alla giornata visto che ancora non ha la minima idea di come e con chi agire. Imbarazzante per esempio esporsi di nuovo con Biglia dicendo che la Lazio vuole costruire intorno a lui la squadra del futuro con l’argentino che risponde a quelle dichiarazioni in modo molto chiaro “Ora penso alla coppa America, poi parlerò con la società e faremo quello che è meglio per entrambi”. Della serie “Non voglio rimanere, se mi obbligate è peggio per entrambi”.
Un controsenso anche perchè una rivoluzione dovrebbe partire dal cacciare un Ds(visto che Lotito non vuole vendere) che ha creato una squadra in quello che doveva essere l’ANNO DELLA CHAMPIONS con Hoedt, Patric, rinnovando a Braafheid, rinnovando a Mauri dopo avergli fatto saltare la preparazione, portando Morrison con 4 anni di contratto, Milinkovic a 10 Mln(avevamo bisogno di giocatori pronti e dopo un anno non sappiamo ancora in che ruolo potrebbe giocare anche se si intravede del potenziale) e Kishna(che tutta europa sapeva dei problemi al ginocchio) a 9Mln circa. Un DS che non ha capito le dinamiche dello spogliatoio non sapendo captare malumori e che non ha saputo valutare una rosa con EVIDENTI deficit tra i titolari, figuriamoci tra le riserve.
Un Ds che doveva creare una rosa per la Champions e invece ne ha creata una che ha vinto un avvincente duello con il Chievo Verona per evitare il Nono posto e quindi i preliminari di Coppa Italia.

Non chiamatela rivoluzione quindi perchè quella per essere credibile dovrebbe partire proprio dal cacciare Tare affidando il mercato a un DS di provata abilità ed esperienza ad alti livelli.

Chiamate invece le cose per quelle che sono: ULTERIORE RIDIMENSIONAMENTO.
Se infatti la scorsa estate c’era l’opportunità di evolversi alzando l’asticella quest’anno, dopo la palese dimostrazione dell’assenza di un progetto serio, si rischia un ridimensionamento totale che ci faccia ripartire da una Lazio che festeggerebbe una qualificazione in Europa League.
Infatti quest’annata disastrosa, sia per i risultati sportivi sia per i rapporti pessimi con i tifosi che hanno portato a scarse presenze ma anche a scarsissima partecipazione (intesa come Merchandising) , ha portato a un buco di bilancio che verrà coperto con la cessione di un big o le cessioni di più giocatori normali (cosa poco credibile visto che il DS attuale non è mai riuscito a vendere bene nessuno. Basti pensare che Cavanda dopo il suo miglior anno è stato venduto a 2 mln per poi prendere Patric).
A questo si aggiungono le già esistenti esigenze tecniche di una squadra sfasciata. La Lazio mantenendo tutti i Big avrebbe bisogno per tornare realmente competitiva di : 2 difensori centrali di livello (valutazione 7-8Mln a testa), due terzini (valutazione 8-10 Mln a testa), un vice Biglia, visto che questo non dà garanzie fisiche, capace anche di fare l’interno (10 Mln), Due punte (Una da 15-20 Mln e una promessa da 6-7 Mln). Cioè un esborso economico, rimanendo bassi e senza considerare gli ingaggi, di minimo 60 Mln.
E poco cambierebbe la vendita di un Big a 25 Mln perchè poi quel Big andrebbe sostituito con un giocatore che garantisce lo stesso livello e quindi con una valutazione di almeno 15Mln con i 10 Mln di scarto che andrebbero a coprire il bilancio.
Insomma per riportare la Lazio ad essere davvero competitiva Lotito dovrebbe spendere 60 Mln di euro questa estate quando non ha mai messo un euro in 12 anni. Direi abbastanza impossibile.

Siamo invece alle solite. Un palese ridimensionamento che verrà nascosto dal vantaggio di non avere coppe. La prossima stagione si concluderà con un’annata, grazie al basso livello della serie A, con qualificazione alle coppe dopo la quale però non verranno fatti i dovuti investimenti.

Dopo 12 anni dove la storia si ripete i tifosi laziali hanno acquisito un dono: La preveggenza e cioè la capacità dipercepire la conoscenza del futuro.

Vi aspettiamo tutti il 23 Maggio a “Di Padre In Figlio” per poter vivere con gioia la Lazialità mettendo da parte almeno per una sera queste continue angoscie derivanti dalla bassezza di questa dirigenza.

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