Funziona bene la lazio di Inzaghi che coglie il suo secondo successo consecutivo.

Una Lazio, semplice, pratica, essenziale ma allo stesso tempo  bella da vedere, si sbarazza anche dell’Empoli e conquista in due settimane, sei punti che fanno benissimo soprattutto su un’autostima che da un po’ di tempo a questa parte, si era completamente smarrita. Le pillole curative somministrate da Inzaghi, sembrano insomma essere efficaci e stanno facendo subito il proprio effetto. D’accordo, Palermo ed Empoli non sono piu’ quelle squadre in forma ed in salute, affrontate nel girone di andata (quest’oggi ai toscani mancavano diversi calciatori titolari), ma i biancocelesti pare abbiano subito una metamorfosi soprattutto sul piano dell’atteggiamento, mettendo in mostra quella grinta e quella voglia di lottare che mancava dai tempi del Pioli versione uno. Sin dal fischio di inizio, si è potuto difatti ammirare un pressing a tutto campo, una ricerca di una maggiore imprevedibiltà attraverso i continui cambi di gioco ma soprattutto una squadra corta (costante ricerca di scambi palla a terra), con una difesa alta ed i reparti uniti attraverso un ineccepibile movimento a fisarmonica.

In alcuni tratti del match (si badi solo in alcuni, onde evitare parelleli troppo eccessivi!) si è avuta l’impressione che l’ex tecnico della Primavera ammirasse il modo di giocare del Barcellona perchè capitan Biglia e company hanno cercato sempre di stare vicini provando il dai e vai al punto da costruire proprio cosi’, la rete che ha portato al raddoppio griffato da Onazi dopo un invitante cioccolatino di Klose ma la cosa che è piaciuta ancora di piu’ è il collante che ha unito la linea mediana con la difesa, piu’ di quanto sia avvenuto con il reparto offensivo. Inzaghi ha probabilmente capito che i suoi difensori vanno in grande difficoltà quando si tratta di impostare il gioco e dunque ha espressamente chiesto ai tre che compongono la linea frangiflutti, di abbassarsi a turno per andare a prendersi il pallone e soccorrere così i propri compagni. Risultato? Hoedt e Gentlietti, hanno dovuto concentrare le proprie energie soltanto in fase di marcatura ed hanno disputato una partita senza sbavature ed a giovarne sono state anche le bocche di fuoco, che sono andate al tiro con una frequenza che ha fatto registrare valori-Hertz che non si vedevano da troppo tempo. Molto bene il primo tempo in cui la Lazio ha subito aggredito gli avversari, predominando a centrocampo grazie all’ottima giornata di Onazi ma soprattutto di Parolo, senza dubbio uno dei migliori in campo. Ovviamente si e’ cercato di mettere in moto Candreva, insistendo soprattutto sulla bisettrice di destra da cui è arrivato il numero maggiore di cross ma anche Keita, che ha dimostrato ancora una volta di essere uno degli uomini piu’ in forma del momento, mettendo in grosse difficoltà Laurini. Nella seconda frazione invece, un po’ peggio, complice la stanchezza. La squadra si e’ allungata e la perdita di lucidità ha favorito tanti errori in fase di disimpegno. Tuttavia i padroni di casa, si sono resi pericolosi in altre tre o quattro circostanze, concedendo molto poco all’Empoli e mostrando cosi’ una buona capacità di saper anche gestire il risultato. Tutti soddisfatti dunque, al triplice fischio finale. Inzaghi sembra, di primo acchito, aver portato maggior brio e freschezza, proprio quel cambio d’aria che serviva per concludere degnamente la stagione.

I migliori

Parolo: Un Parolo cosi’, non lo si vedeva da tempo. Corre a tutto campo, pressa, ripiega e all’occorrenza si proprone anche in fase offensiva. Sembra rivitalizzato dalla cura- Inzaghi

Candreva: Nel primo tempo semina scompiglio sulla fascia destra, al punto che i compagni lo cercano constantemente con lunghe gittate dalle retrovie. Condisce la sua buona prestazione, con il rigore che spiana ai suoi la strada verso il secondo successo di fila.

I peggiori

Questa volta non rientra nessuno in questa tabella delle punizioni. A nostro avviso, tutti hanno raggiunto almeno la sufficienza.

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