Ieri le parole di Lotito, oggi la dimostrazione che nulla è cambiato.

Quello che forse ancora sfugge è che il tifoso non è così arrabbiato per i risultati sportivi, che di certo non fanno piacere, ma perchè la Lazio sta diventando o forse lo è già una squadra che a livello di organizzazione dirigenziale e di comunicazione rappresenta il dilettantismo con metodi a essere buoni perlomeno discutibili.

L’accusa più grande fatta è quella riguardo la gestione del mercato e di come Igli Tare si occupa di questo. Sono state fatte accuse di non avere un parco osservatori societari che dovrebbero essere la base di un progetto che non ha la forza economica di andare a prendere giocatori importanti già pronti o almeno non abbastanza da creare una rosa competitiva, e accuse al DS di affidarsi a procuratori amici invece che individuare giocatori validi per poi cercare di prenderli.

 

Lotito dice che le critiche sono giuste, e almeno su questo siamo d’accordo, ma non sembra che sia cambiato assolutamente niente nel modus operandi suo e della società. Un pò come un bimbo che si scusa dopo essere stato sgridato per aver gettato a terra un giocattolo ma che poi continua a farlo senza cambiamenti. Appaiono come “scuse” false, che servono solo per abbonirsi momentaneamente la mamma o, nel nostro caso, i tifosi.

Infatti le ultime notizie dicono: 1) colpe date a Pioli con un esonero tardivo che permette alla società di non spendere altri soldi per un altro allenatore che possa dare una scossa;
2) Conferma senza neanche mettere in discussione Igli Tare; 3) Comunicazione ridicola con il comunicato di mezza riga che avvisa dell’esonero del’emiliano (senza ringraziamenti, neanche per lo scorso anno); 4) Notizia di una Lazio pronta a prendere Erdogan, un altro esterno sinistro.

 

Nessuna differenza con il passato, anzi. Ma perchè il quarto punto è così importante per far capire che non sta cambiando niente? Semplice.

Erdogan (al di là delle considerazioni tecniche, la solità scommessa con qualità almeno ipotetiche) ha vicino(oltre al procuratore ufficiale Batur Altiparmak) Ali Bilecan (agente turco forte soprattutto al Bursaspor e al Trabzonspor) il quale è molto amico tanto da “lavorare” anche insieme a Aulon Tare cioè il fratello di Tare che lavora nel consolato albanese di Istanbul.

Insomma per l’ennesima volta il Ds della Lazio si affida a procuratori vicini con rapporti addirittura con il fratello. Nessuno può sapere se da queste trattative poi vengano fuori delle questioni economiche personali e non, ma perlomeno è leggittimo il dubbio.

 

Se poi in questa situazione l’unico sicuro della conferma è proprio Igli Tare che continua ad operare con il suo(suo?) metodo non bisogna di certo meravigliarsi che i tifosi e forse anche gli stessi giocatori non credono più in un progetto che non può essere ambizioso, non con questi metodi.

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