Domenica sera, San Siro: la sfida non era solo tra i ventidue in campo, ma gli occhi erano puntati soprattutto sulle due panchine quasi scoppiate.

Due pratiche di divorzio avviate ove a mancare è solo la sentenza. Da una parte Stefano Pioli e la Lazio con lm’aquila ferita, dall’altra l’ex biancoceleste con un diavolo per capello e con l’umore più nero che rosso, Sinisa Mihajlovic. Entrambe le formazioni sono reduci da periodi deludenti, fatti di pochi picchi e tanti abissi, sconfitte che bruciano ed il disamore da parte dei tifosi. Proprio queste due situazioni precarie hanno dato il via a voci e suggestioni infiammando i rumors , una delle più insistenti girava intorno l’addio di Pioli e la candidatura di Mihajlovic alla leadership di Formello.

Della serie “non è vero ma ci credo”, tutti eravamo quasi pronti alla lacrimuccia riabbracciando il nostro Sinisa, ma per questo lungo abbraccio bisognerà aspettare ancora tanto tempo, o le dimissioni del patron Lotito. L’addio di Pioli ha aperto le porte alle indiscrezioni più disparate che hanno visto come protagonista proprio il serbo, ma sull’allenatore del Milan non esiste ufficialità alcuna.

A rompere il silenzio mettendo un punto sulle speranze dei supporters biancocelesti è intervenuto Adriano Galliani smentendo il presunto incontro ed il quasi accordo con il presidente capitolino, affermando che le chiacchiere con Claudio Lotito, anche se tante, non hanno mai riguardato il futuro di Mihajlovic, ancora in bilico sì, ma assolutamente non programmato nei pressi di Formello. 

Il patron rossonero Silvio Berlusconi anche ha fatto un mea culpa e due passi indietro in quanto l’addio di Sinisa al Milan è tutt’altro che cosa certa. Nega di essersi espresso a sfavore del tecnico serbo e di questo dà la colpa a giornalisti un po’ troppo creativi, ma lo stesso pone una specie di ultimatum sul futuro dell’allenatore ed è legato alla Coppa Italia: nel caso di vittoria contro la Juventus, allora Mihajlovic avrà il posto garantito in panchina almeno per un’altra stagione. Il presidente Berlusconi si era lamentato di vedere il suo Milan per niente soddisfacente, ma la colpa non l’ha imputata solo all’allenatore, ma forse anche alla società che sul mercato non ha saputo trovare i giocatori più giusti. 

Altro che prove generali del matrimonio tra Sinisa e la Lazio!

Non è certo il momento per i fiori d’arancio, né per le campane e se pur certi dell’amore tra Miha ed i laziali, il futuro è ancora cosa ignota, soprattutto ricordando che l’allenatore serbo è una persona esigente e sicuramente non prenderebbe bene gli acquisti miseri del club capitolino. Immaginatelo mentre si trova come punta Djordjevic, o Hoedt e Bisevac! La sua panchina durerebbe da Natale a santo Stefano.

Per ora lasciamo le suggestioni altrove e riponiamo, ancora, il sogno nel cassetto ricordando però che le vie del Signore e soprattutto quelle del mercato, sono infinite!

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