Rieccola lì in campo quella Lazio irriconoscibile che in campionato non si vede, ma in Europa s’accende prendendo vita e rimanendo ancora imbattuta.

Eccola lì, sul campo dello Sparta Praga che lotta, sgomita e difende nel segno del “Made in Italy”, o meglio “Made in Formello”, strappando un pareggio pesantissimo per i quarti di Coppa che ad ora profuma di vittoria. Lo Sparta Praga è assolutamente alla portata dei capitolini e questo fa ben sperare per il ritorno di giovedì all’Olimpico che assume i contorni di un match che vale quasi un’intera stagione.

TOP E FLOP – Top: al top c’è sempre lui, super Biglia lo Spielberg di centrocampo. Keita, sbarbatello talentuoso, è il “tesoretto” vero e proprio i n casa Lazio, come si fa a non innamorarsi di Balde?!. Al top anche il nostro Parolo, all’inizio sembrava smarrito come un cercatore di funghi ad agosto, ma si è ripreso i riflettori regalando il sogno ai biancocelesti. Top la Lazio che è scesa in campo con personalità riprendendo nelle mani, anzi nelle gambe, le sorti del match con una prova tecnicamente quasi perfetta e gran parte del merito è da attribuire a Stefano Pioli che passando al 4-5-1 nella ripresa, ha definitivamente spento le fiammate dello Sparta Praga. Flop: il mitra Matri s’è inceppato e flop anche Lulic che approdato a gara avanzata, ha trovato difficoltà su un campo incandescente. Flop anche gli ululati dei tifosi biancocelesti rivolti al terzino sinistro Costa, che al 24esimo hanno ben pensato di farsi notare costringendo l’arbitro Mallenco a sospendere il match per un minuto. Ululati veri e propri o i soliti “Buuu”? Ma adottare un “baaa” a scanso di equivoci, no?

LA MALEDIZIONE DEL PRIMO QUARTO D’ORA- Successe lo stesso ad Instanbul, la Lazio illude partendo col botto creando due buone occasioni, ma rimane vittima della sindrome da rete subita nel primo quarto d’ora punita da Frydek al 13’ su assist di Lafata. I capitolini però prendono fiducia sempre di più e “dannata traversa” quella di Candreva che avrebbe consegnato in mano ai biancocelesti il pass quasi definitivo per i quarti. E’ La fortuna che merita la doppia ammonizione, in quanto i biancocelesti avrebbero assolutamente meritato qualcosa in più. SOS DIFESA DA INVENTARE- Il pareggio è costato alla Lazio tre giocatori: Konko per un problema all’adduttore è stato sostituito da Basta, il quale a sua volta dopo 20 minuti è stato costretto ad uscire per una ricaduta muscolare e Pioli ha inventato Mauricio terzino. A sostituzioni terminate si aggregano ai doloranti anche Bisevac (speriamo solo un affaticamento) e Radu. Per l’Atalanta Pioli dovrà tirare fuori qualche coniglio dal cilindro e se rivedessimo Braafheid? Il campionato è andato come’è andato, ma l’Europa è ancora lì, quindi io consiglierei in vista del ritorno di giovedì, una bella teca in cui tenere quelli rimasti in piedi anche perché giocare contro lo Sparta Praga con qualche tifoso adattato a difensore, no, non mi sembrerebbe il caso! “Made in Formello” e rappresentante del “Made in Italy”, la Lazio continua a volare in Europa! Con un piede nei quarti speriamo che ci si entri con tutti gli scarpini.

Coi biancocelesti di belle speranze, diamo appuntamento a Scasny giovedì tra le mura amiche del nostro Olimpico con la seria possibilità che il ritorno a Roma, sia un biglietto di andata in Europa!

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