Di seguito le nostre impressioni!

MARCHETTI, 6,5- Diciamo che il bel portierone biancoceleste ha avuto poco lavoro da sbrigare. Le azioni pericolose dei turchi son state poche e perciò la partita per parecchio tempo lo ha visto solo spettatore. Una parata bella sul finale di Selcuk ed una distrazione sul gol del Galatasaray. Però Federico è attento e vigile quando si tratta di sbrogliare il bandolo della matassa che diventa insidioso fuori area.

BISEVAC, 7- E diamoglielo voto alto al nostro Milan, che pur non velocissimo, dimostra di non essere un difensore sprovveduto e di primo pelo. Quasi impeccabile, prestazione senza troppi fronzoli ed orpelli. Ieri baluardo della retroguardia, unica sbavatura quell’azione andata a male sul gol dei turchi che stava riaprendo il discorso qualificazione, ma oggi siamo più buoni e gliela mandiamo in cavalleria.

KONKO, 6,5- Da assenteista ad imprescindibile: chi l’avrebbe mai detto! L’aria di rinnovo fa bene alla salute e alle gambe. Ha tenuto a bada Yasin e Sneijder, da precario a baby sitter, e forse per questo non ha potuto dare un rinforzo offensivo, ma il lavoro difensivo è stato notevole.

MAURICIO E RADU, 6,5- Niente errori e niente aggressioni, Mauricio si è tenuto. Niente cartellini ed è un vero e proprio record per il brasiliano che ha giocato col fisico, ma anche coi piedi cavandosela con Podolsky. Nonostante il gol dei turchi sia arrivato proprio nell’area di sua competenza, Radu riguadagna punti per l’assist perfetto che ha mandato Klose in porta.

MILINKOVIC-SAVIC, 7- Milinkovic sta diventando una garanzia per Pioli: il ragazzetto si è svegliato cominciando a far vedere i suoi numeri. Personalità e buoni inserimenti, se proprio dobbiamo trovargli una pecca, forse è quella di cercare spesso linee di passaggio che rasentano l’impossibile.

BIGLIA, 8- Del Principito non si può mai dire niente, tranne che rimanere contenti che sia dei nostri e non un nostro avversario. Classe nello smistare i palloni e nel difenderli, signori, di Lucas si può dire solo: è Biglia!

PAROLO, 7- E’ stato quello da mettere da subito sul taccuino dei buoni: presenza, corsa, buoni tempi di inserimento, insidioso per il campo. Un paio di conclusioni andate a menar per l’aria, ma si è rifatto col gol pesantissimo che ha spinto la Lazio con un piede negli ottavi!

ANDERSON, 6/7- Pipe non è ancora al top, ma di non aver perso lo smalto lo ha dimostrato con i soliti guizzi e trovando la rete. L’occhio per la porta non l’ha dimenticato e seppur in un azione non rocambolesca, non ha tentennato depositando la seconda ipoteca sul match. Felipe è ancora un pò “sospeso”, ma la voglia di tornare ad essere ciò che è stato ce l’ha, la rincorre e cerca di risalire la china. Vai Pipe!

MATRI, 6- Il mitra non è stato fortunato, quel palo su assist di Anderson proprio non ci voleva! Eppure ha fatto un primo tempo di enorme sacrificio, non si è mai dato per vinto e perciò un 6 per la sorte avversa, ma un 8 per l’atteggiamennto combattivo.

KLOSE, 7/8- Tremate, tremate, il panzer è tornato! Se Klose ha una capacità che si è sempre notata pur nel lungo digiuno da gol, è quella di saper entrare subito in partita, non importa a quale punto e quale sia il risultato, quando arriva Miro c’è sempre la carica in più. Esperto, navigato e coi nervi saldi, torna ad esultare quando la Lazio ne aveva più bisogno. E qualcuno vuol chiamarlo ancora “vecchio”?

LULIC, 5,5- Senad è sembrato quello più evanescente, un pò spaesato, meno grintoso del solito. Ha faticato a trovare la posizione giusta in campo e non si è servito spesso dei compagni come avrebbe dovuto

CANDREVA, 7- Arriva sant’Antonio e la Lazio ritrova risorse inattese. Buona parte del merito del gol del raddoppio e quello del ko è da attribuire proprio a lui. Peccato non sia arrivata la sua personalissima rete, ma va bene anche così!

PIOLI, 8- La Lazio in veste europea ha ben poco a che spartire con quella del campionato che se l’è vista male col Frosinone. La formazione ha carisma ed i titolari scelti gli hanno dato ragione, ma ciò che veramente è stato il suo jolly sono stati i cambi e la panchina. Esultanza al limite dell’ espulsione, ma quando il cuore gioisce, il mister si lascia andare!

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