Udinese e Lazio danno vita ad una partita brutta e nervosa, portando a casa un pareggio che non serve a nessuno.

L’immagine del d.s Tare pizzicato in tribuna dalle telecamere in un evidente stato comatoso, sintetizza al meglio la partita cui hanno dato vita quest’ oggi l’Udinese e la Lazio. Poche occasioni da rete, tanti errori e nervosismo per uno scialbo pari ad occhiali che non serve praticamente a nessuno: nè agli uomini di Colantuono che ancora una volta dimostrano tutta la propria sterilità offensiva (con 19 reti siglate, sono attualmente il secondo peggior attacco del massimo campionato dopo quello del fanalino di coda Verona), nè tantomeno ai biancocelesti, che con una vittoria avrebbero potuto fare un bel balzo in avanti e scavalcare in un solo colpo Sassuolo e Milan. Del resto, lo avevamo già detto la settimana scorsa subito dopo la scorpacciata di reti contro il Chievo; questa squadra è una lontana anzi lontanissima parente di quella apprezzata lo scorso anno e soffre maledettamente soprattutto in fase di costruzione di gioco, sia quando mancano gran parte dei calciatori titolari sia quando suoi top player (Candreva su tutti), non riescono a reggere sulle proprie spalle il peso di troppi vistosi limitici tecnici complessivi. Così, nonstante per quasi quaranta minuti di gioco i padroni di casa abbiano regalato agli avversari un uomo (Danilo per doppia ammonizione) e il consequenziale possesso di palla (60 a 40 %), gli aquilotti non hanno avuto la forza di aggirare la barricata di uomini costruita davanti a Karnezis, nè attraverso corridoi interni (troppo statiche le bocche di fuoco disposte in prima linea dal tecnico emiliano) nè per vie esterne dove questa volta a salvarsi e’  il solo Candreva, l’unico in grado di puntare e saltare sempre l’uomo. Keita, al contrario, ha sofferto maledettamente sulla propria corsia di competenza, francobollato alla perfezione da un ottimo raddoppio di marcatura griffato Edenilson-Badu che non gli ha consentito di esprimersi al meglio. Dei 12 cross scodellati al centro da entrambi,  solo tre sono partiti dai piedi dello spagnolo mentre ben nove invece, da quelli del suo collega di reparto. Chissa’, probabilmente, se la Lazio avesse insisisto sul binario di destra, soprattutto nel primo tempo, avrebbe forse avuto maggiori chances di costruire più palle goal ma a rifletterci bene, a bocce ferme, non ne siamo del tutto convinti perchè il gioco e’ apparso come al solito troppo compassato. L’impressione che ancora una volta abbiamo avuto oggi e’ quella di una squadra che fa troppa fatica, una maledetta fatica dovuta al poco movimento senza palla, ad una troppa distanza tra i reparti dovuta (lo ripeteremo fino alla nausea) alla mancanza di un regista-collante tra la difesa e la linea mediana ed ad una scontatissima prevedibilità nel ricercare gli esterni che rende le proprie intenzioni facilmente ed inevitabilmente leggibili. Se poi neanche il talismano anti-Udinese Matri riesce a togliere le castagne dal fuoco, anzi viene addirittura esorcizzato con un incantesimo che lo spedisce negli spogliatoi per un rosso diretto ed a questo si aggiungono anche gli infortuni dei serbi Bisevac e Djordjevic, allora quella di oggi diventa davvero una domenica da dimenticare. Tutto questo a pochi giorni dalla complicatissima sfida sotto le luci dei riflettori contro la capolista Napoli, quando Pioli sarà chiamato a spremere le meningi per inventarsi qualcosa di miracoloso.

Cosa ha funzionato

Questa volta a meritarsi gli applausi è la difesa, attenta e concentrata fino al novantesimo. Una menzione particolare la merita Hoedt. Il gigante olandese è stato a nostro avviso uno dei migliori in campo, dominando nel gioco aereo e limitando alla perfezione altri due colossi come Zapata e Thereau.

Cosa non ha funzionato

Molte cose. Dalla preoccupante sterilità dell’attacco (pessimi soprattutto sia Djordjevic che Matri), alla fase di costruzione del gioco sino ad arrivare alla corsia mancina, dove, come già anticipato in precedenza, Badu ed Edenilson hanno tenuto lontano dalla propria area di rigore, lo spagnolo Keita

I migliori

Hoedt: A nostro avviso, il migliore della Lazio. E’ vero, ha giocato contro uno dei peggiori attacchi del campionato ma si e’ dimostrato sempre sicuro e concentrato come dimostrano del resto i ben sei interventi difensivi riusciti nell’arco della gara.

Candreva: L’unico che quando punta l’uomo, è in grado di creare un po’ di apprensione alla retroguardia di casa. Da

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