Pioli impartisce una lezione tattica al collega Paulo Sousa, e ferma la corsa della Fiorentina.

Una Lazio paziente, umile guardinga e sorniona, aspetta nella propria tana una Fiorentina distratta e imprecisa e la castiga in maniera spietata, cancellando cosi’ l’orribile prestazione con il Carpi che aveva inaugurato il  nuovo 2016. Un applauso va fatto sicuramente a tutta gli attori in campo ma soprattutto al regista Pioli, il quale impartisce una vera e propria lezione di tattica al collega Paulo Sousa che con la sua Fiorentina, aveva sin qui fatto vedere il miglior gioco insieme al Napoli di Sarri. Al camaleontico 4-3-2-1 del portoghese, l’emiliano risponde con un insolito 5-4-1. L’obiettivo e’ quello di infoltire la linea mediana per bloccare le fonti di gioco viola e quale miglior occasione per sfoderare questa mossa a sorpresa, visto che rientrano dalla squalifica sia Biglia che Milinkovic- Savic? Proprio l’argentino ed il serbo risulteranno alla fine essere tra i migliori in campo, vincendo di gran lunga il duello contro Borja Valero, Badej e Mati Fernandez. Il primo indossando i panni del maestro-sarto che cuce e rattoppa senza soluzione di continuità, il secondo rivelandosi prezioso non soltanto in fase di possesso (tantissimi i falli conquistati) ma anche in fase di sponda e impreziosendo la sua perfetta prestazione con il goal che taglia definitivamente le gambe ai padroni di casa, in realtà tenuti per qualche secondo ancora in vita dalla incredibile papera di Berisha, prima che Felipe Anderson stacchi definitivamente la spina. Tanta applicazione e concentrazione non si vedeva da molto tempo, tanto e’ vero che la Lazio ha completamente tagliato i riforrnimenti ai viola sia per via centrali, ma ancor piu’ sugli esterni. Se da un lato un brillante Keita ha tenuto in costante apprensione Gonzalo Rodriguez e company, soprattutto nell’arco della prima frazione, saltando puntualmente il macchinoso Roncaglia, dall’altro Candreva ha giocato una partita improntata alla dedizione ed al sacrificio, chiudendo con Konko la cerniera di una corsia di destra da cui non è arrivato neanche un pericolo. Se si eccettuano infatti le rare incursioni di Alonso e Pepito Rossi dalla fascia mancina, gli aquilotti hanno rischiato davvero pochissimo. Ecco insomma la Lazio che ci piace; spirito operaio, sempre sul pezzo, ragionatrice fino al punto di non buttare mai la palla ma piuttosto di giocarla, ed animata da quello spirito di squadra in cui i compagni si aiutano l’uno con l’altro e corrono fino al novantesimo ed oltre. E poi con un modulo come questo, cosi’ accorto, anche la difesa ha dimostrato di soffire di meno. Che Pioli abbia trovato la soluzione definitiva ai suoi problemi e che consenta di far invertire definitivamente rotta ai biancocelesti?

I migliori

Tutti. Una nota di merito va però spesa per Biglia e soprattutto Milinkovic-Savic, preziosissimi dal punto di vista tattico. Il serbo in particolare, si rende protagonista di una partita di qualità e quantità, procurandosi tanti falli preziosi e rendendosi molto utile nel gioco aereo,sia quando si tratta di fare sponda ai compagni,sia quando si tratta di difendere sui calci d’angolo. Con la bellissima rete del radoppio (slalom in area di rigore avversaria e due avversari saltati in un fazzoletto prima di depositare nell’angolino con un colpo da biliardo), si toglie anche un sassolino dalla scarpa contro quella squadra che lo aveva prima sedotto per poi abbandonarlo quando non e’ riuscita piu’ ad arrivare all’uva.

I peggiori

Ci dispiace dover inserire Berisha in questa liscia. Con quella papera clamorosa nel finale, ha rischiato di compromettere davvero tutto, anche se per fortuna è arrivato subito dopo il terzo sigillo di Felipe Anderson a chiudere definitivamente i giochi.

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