Nessuna novità ad Empoli: solita Lazio dalla manovra lenta e macchinosa, attacco sterile e sconfitta inevitabile…

Una Lazio in caduta libera, esce sconfitta anche da Empoli infilandosi così in un tunnel dal quale, ogni giorno che passa, sta diventando sempre più difficile intravedere la luce. Premesso che il pareggio sarebbe stata cosa più giusta (delle due reti annullate a Klose, la prima ci è sembrata senz’alcun dubbio regolare visto che Skropuski non l’aveva completamente bloccata, oltre al fatto che nel secondo tempo è stato negato ai biancocelesti un rigore solarissimo per un evidente fallo di mani in area di rigore del match-winner Tonelli su cross di Felipe Anderson), questa squadra ha dimostrato ancora una volta tutti i suoi limiti sia in fase difensiva che in fase di costruzione del gioco. Lenti e compassati come al solito, senza quella voglia e fame di vincere che hanno costituito due ingredienti determinanti della grande stagione dello scorso anno, Biglia e company si sono disciolti come neve al sole appena messo piede sul rettangolo verde del Castellani. Il goal di testa di Tonelli ha provocato una slavina che ha travolto i già fragili umori della troupe di Pioli, incapace nel primo tempo di accennare una reazione che contribuisse almeno ad affacciarsi qualche volta dalle parti dell’estremo difensore di casa. Tanto è vero che ad osservare la gara, qualche domanda ci e’ venuta spontanea: che fine ha fatto il pressing asfissiante e il gioco sulle fasce arioso e spumeggiante dell’anno scorso? Come è possibile subire una metamorfosi totale nel giro di appena pochi mesi? L’istantanea della partita, è tutta lì, racchiusa nell’immagine di un Djordjevic con la testa fasciata in un vistoso turbante per la gomitata subita, neanche a dirlo, dall’onnipresente Tonelli ovvero di una squadra che va costantemente a sbattere la testa contro il muro di gomma costruito dai ragazzi di Giampaolo, i quali trovandosi inaspettamente in vantaggio, provano a difendere con le unghie e con i denti il prezioso vantaggio, muro che cresce sempre piu’ in altezza con il passare dei minuti, nonostante una Lazio decisamente migliore nella seconda parte della gara, grazie anche ai correttivi apportati in corso d’opera da Pioli. In effetti con gli innesti di Felipe Anderson (inspiegabile la sua esclusione visto che da quando il brasiliano ha messo piede in campo, è risultato essere di gran lunga il migliore dei suoi, tenendo sempre sul chi va là il buon Laurini) e Klose, gli ospiti hanno acquistato maggiore profondità ed hanno cominciato a farsi più minacciosi, affacciandosi molto più spesso dalle parti di Skropusky. La reazione, bisogna dirlo, almeno ci è stata anche se è arrivata molto tardi quando ormai gli alfieri-operai di stanza ad Empoli, hanno praticamente costruito una vera e propria trincea davanti alla propria difesa ma sebbene alcuni episodi precendentemente citati reclamino una giustizia equa e imparziale, il conto presentato a fine partita alle aquile è ancora molto salato; ennesima sconfitta e pochi scalpi conquistati lontano da Roma. Ed adesso il prossimo avversario si chiama Juve, non proprio il cliente migliore per provare ad uscire da questo perdurante stato di crisi.

I migliori

Anderson: Entra in campo e porta vivacità e brio alla manovra offensiva, tenendo costantemente in apprensione un Laurini che nella prima frazione di gioco aveva trovato sulla propria corsia di competenza, delle praterie su cui divertiesi a fare scatti ed affondi. La domanda che ci sorge spontanea è questa: perchè non e’ stato schierato dall’inizio?

Lulic: Non sarà fortissimo tecnicamente e qualche passaggio a volte lo sbaglia, ma ci mette come sempre cuore e grinta, correndo ininterrottamente dal primo al novantesimo. Tutti i compagni di squadra dovrebbero prenderlo come esempio…

I peggiori

Mauricio: Il brasiliano dimostra purtroppo ancora una volta di essere un calciatore inadeguato per il massimo campionato. Da una sua ennesima distrazione (si perde incredibilmente Tonelli che stacca indisturbato, trovando anche il tempo di posizionare la sfera nell’angolino),scaturisce la rete che condanna denitivamente la Lazio a subire un’altra pesante sconfitta.

Djordjevic: Lento, macchinoso e quasi sempre in fuorigioco, il centravanti serbo viene facilmente francobollato dalla difesa empolese. Ogni volta che gioca una partita di campionato, appare un giocatore completamente diverso da quello brillante ammirato nella competizione europea.

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