Di seguito l’intervista rilasciata da Keita Balde Diao ai microfoni di wiwsport.com.

Raccontaci i tuoi inizi nel mondo del calcio…

“Come tutti i ragazzi della mia età, ho iniziato a giocare a pallone all’età di 7 anni nel mio quartiere di Barcellona. Da lì è partito tutto. Sono cresciuto calcisticamente a La Masia (sede della Cantera del Barcellona) prima di arrivare alla Lazio”.

Da quale località del Senegal arrivano i tuoi genitori?

“Mio padre viene dalla Casamance (una regione del Senegal meridionale, ndr). La cultura senegalese è sempre presente perché ci identifichiamo in essa”.

Perché hai deciso solo oggi di giocare per la Nazionale del Senegal?

“Ho parlato con la mia famiglia e i miei genitori, non è stato facile. Sono giovane, ho un futuro davanti a me. Ma la scelta ormai l’ho presa, ho intenzione di giocare per il Senegal. Discutendone ho messo tutto sulla bilancia valutando i pro e i contro. Ora è scattato il momento, tutto è più chiaro. Sono nato in Spagna, dove sono anche cresciuto. É normale pensarci un po’, non è una decisione da prendere tanto alla leggera”.

Una volta il ct Giresse venne a Roma, ma alcuni dirigenti gli dissero che avevi deciso di giocare per la Spagna…

“No, non è così. Io non ho mai parlato con Giresse. Non ci siamo nemmeno visti. La mia famiglia sa che mi piace il Senegal, così come il club. Non ho mai rifiutato di incontrare l’allenatore del Senegal”.

Hai già parlato con qualcuno del team della Nazionale?

“Ho parlato con alcuni dirigenti ma non so i loro nomi perché non ci siamo mai visti. Confermo che mi avevano già chiamato in precedenza per capire le mie intenzioni, niente più”. 

E con l’attuale ct Cissè vi siete già detti qualcosa?

“Ho parlato con un allenatore al telefono, ma sinceramente non so chi fosse”.

E?

“È stato solo un primo contatto. Mi ha detto che avremo il tempo per vederci, discutere del progetto e parlare di tante altre cose. Nel calcio è importante conoscere l’ambiente in cui si vuole crescere”.

C’è la speranza di vederti con la maglia del Senegal alle qualificazioni per il Mondiale 2018?

“Lo spero, ma non dipende da me. C’è un allenatore che decide il progetto”.

Hai delle condizioni da porre per venire al Senegal?

“No, non ho nessuna condizione da chiedere. L’unica cosa che conta è incontrare l’allenatore, parlare con lui e avere un’idea del progetto sportivo che hanno. Poi sarà il campo a parlare”.

Segui la Nazionale del Senegal?

“Certo che sì. Porto sempre con me i colori del Senegal. Durante ogni partita sono davanti al mio televisore. Sono stato molto felice della vittoria contro il Madagascar, ho festeggiato insieme ai miei amici”.

Qual è il tuo rapporto con Boukary Dramé (difensore dell’Atalanta, ndr)?

“Per me è come un fratello, siamo in ottimi rapporti. È una persona straordinaria, non esita mai a darmi consigli. È un bravo ragazzo”.

Quali obiettivi ti sei posto per il futuro?

“Come tutti i calciatori, mi piacerebbe continuare a crescere in un grande club. Alla Lazio procede tutto per il meglio”.

Qual è la squadra dei tuoi sogni?

“Senza dubbio il Barcellona, lo porto ancora nel mio cuore. Sono cresciuto lì, ho tirato i primi calci al pallone con la maglia blaugrana. A16 anni la Lazio mi ha notato e mi ha portato a Roma. Ma il Barcellona per me rimane il top del top”.

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