E’ stata da poco chiusa la sessione estiva del mercato, tra conferme e smentite condite da un pizzicoo di malcontento, eppure è già tempo di rumors riguardanti quella invernale ed a far vociferare senza tregua, è la novità che arriva dalla Spagna: il Barcellona cerca l’erede di Pedro e nel mirino ha ue giocatori italiani.

“El Mundo Deportivo” ha riportato la notizia ed i blaugrana , a caccia di un estreno di qualità, a gennaio quando finalmente scadrà il blocco imposto dalla Fifa, potranno di nuovo lanciarsi sul mercato per tentare di strappare due eccellenze made in Italy: Antonione Candreva e Domenico Berardi il gioiellino del Sassuolo.

28 ANNI E LA GRANDE OCCASIONE- Antonio Candreva romano di nascita e laziale di adozione, dal campetto di Tor de’ Cenci di starda ne ha fatta. Oramai è una bandiera della Lazio riconosciuta dai tifosi che gli hanno perdonato la sua fede romanista, perchè Sant’Antonio, così ribattezzato da Guidone De Angelis, per la sua Lazio non s’è mai risparmiato. Il top player della porta accanto, lui che non ha sempre scelto l’umiltà alle luci del gossip, si vedrebbe davanti un’occasione che a ventotto anni potrebbe essere l’ultima grande chance della sua carriera: il Barcellona, proprio quel Barca dei grandi campioni come Messi, Suarez e Neymar. Si concretizzerà l’interesse blaugrana ? Faranno l’offerta che Antonione non potrà proprio rifiutare?

MA CHE CERCA IL BARCELLONA?- Instancabile baluardo della fascia destra: Antonio Candreva è senza dubbio il “tesoretto” vero e proprio della Lazio. Edy Reja ebbe l’idea di posizionarlo come esterno alto e scoprì il suo mondo fatto di corsa, qualità da assist-man e tiro dalla distanza , caratteristiche sfoderate sempre con costanza e con pochi cedimenti, confermate anche in Nazionale. Le doti fisiche e tecniche certo non potevano sfuggire al Barcellona e le galoppate di Antonione sul campo erboso del Camp Nou, sarebbero forse utili a far sorgere crepe nelle difese avversarie.

ROMOLETTO E LA LAZIO- Aveva esordito tra i fischi per la sua dichiarata fede giallorossa, ma bastò poco tempo ad Antonio per rendere il dissenso un grande applauso, fino a diventare un beniamino per i tifosi biancocelesti. Romano di Roma e laziale acquisito ma con cuore, rappresenta su tutto la romanità: lui ama la sua Lazio. Un patto d’acciaio: un rinnovo ed una promessa quella tra la dirigenza e Candreva. Claudio Lotito volle allontanare da lui l’interesse di altri club blindandolo e si affrettò a stendere un contratto sino al 2019. Peri il centrocampista ci fu anche la promessa, molto più che velata, di proseguire la sua corsa in biancoceleste con la fascia da capitano al braccio e questo fu accolto con entusiasmo anche dai suoi tifosi. In ogni storia però c’è sempre un lato oscuro e questo arrivò con una fascia sì, che divenne però quella della discordia. Dopo l’addio , durato due mesi, di Stefano Mauri, la leadership della rosa sembrava essere solo una formalità e si aspettava l’ufficializzazione: Romoletto, “romano de Roma”, sarebbe stato il capitano della Lazio.

I supporters lo davano per scontato e già sui social sbucavano foto che accoglievano Antonione come il nuovo re di Roma. La vita però, e soprattutto le società calcistiche, sono imprevedibili e roba strana, così accadde anche in quel di Formello quando Pioli mise fine all’attesa e consegnò le chiavi del comando a Lucas Biglia. Decisione inaspettata per i più, ma anche mossa scaltra di Lotito per allontanare dall’argentino,con l’incentivo di esser capitano, le sirene dei vari club europei e assicurarselo ancora fino alla fine del contratto. Alla corte di capitan Pricipito, ma Romoletto non ci stava e rifiutò i gradi da vice. I tifosi anche storsero il naso e cominciò a serpeggiare quella paura che, se la ferita non fosse stata risanata al più presto, sarebbe arrivata una rottura netta tra lui e la scocietà, una spinta ad ascoltare le offerte dei vari club che mostravano interesse per lui. La fascia della discordia sembrò poi essere un capitolo chiuso e gli equilibri sembrarono tornare al loro posto, ma adesso si avvicina la sirena ammaliante dalla Spagna e proprio dal grandissimo Barcellona che rappresenta un pò la culla di grandi campioni ed il custode di grandi trofei. E chi direbbe di no? Se fosse messa sul piatto l’offerta che i rumors danno a quaranta milioni, anche la dirigenza non potrebbe rifiutare. I conti si faranno a gennaio e se questo fosse un altro addio doloroso, sicuramente tutti augurerebbero a Romoletto di imparare a ballare la salsa e goders

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