Una Lazio senza testa e senza idee, cola a picco contro la Roma.

Disfatta totale. Sono queste le uniche parole che ci vengono in mente in questo momento. Una Lazio morbida come il pan di Spagna, alza bandiera bianca contro una Roma con più fame e voglia di portarsi a casa la stracittadina. D’accordo, si poteva anche mettere in preventivo di perdere questa partita contro un avversario che in questo momento della stagione viaggia a ritimi sostenuti ed è nettamente più in forma, ma la cosa che brucia di più è il modo in cui si è tirati i remi in barca troppo frettolosamente . E non vogliamo appellarci assolutamente all’errore marchiano dell’arbitro Tagliavento che ha spianato la strada ai giallorossi verso la vittoria, inventandosi di sana pianta un rigore per un fallo su Dzeko avvenuto nettamente fuori l’area di rigore (la Roma di oggi non ne avrebbe avuto bisogno perchè molto probabilmente avrebbe fatto ugualmente propria l’intera posta in palio) oppure all’episodio della clamorosa traversa di Anderson che avrebbe potuto forse far assumere alla gara un sapore diverso, perchè come già anticipato la volta scorsa, se giochi bene e crei più occasione da rete rispetto ai  tuoi dirimpettai, riuscirai quasi sempre a segnare un goal in più  ed a far passare in secondo piano i torti ricevuti. Ebbene i ragazzi di Pioli hanno fatto di tutto affinchè ciò non avvenisse, scendendo sul rettangolo verde con un atteggiamento troppo timoroso e rinunciatario. Se poi a ciò si aggiungono le scelte poco felici di Pioli,sia per quanto concerne il modulo (quel 4-3-3 trito e ritrito sin dal ritiro estivo senza successo alcuno) sia relativamente agli uomini(scegliere di schierare sin dall’inizio un Parolo ancora fuori condizione, accanto ad uno spaesato Lulic ed al peggior Biglia della stagione, ha significato consegnare le chiavi della linea mediana agli uomini di Garcia, così come altrettanto poco felice si è rivelata quella di insistere ancora su un deludente Candreva, senza schierare dall’inizio uno tra Keita,il migliore nel grigiore generale, da quando è entrato in campo) e Kishna. Nainggolan e Vainqueur, hanno inevitabilmente spadroneggiato lì in mezzo, facendo il bello ed il cattivo tempo sia in fase di rottura del gioco sia in fase di inserimenti senza palla e Salah a destra e Gervinho a sinistra, facilitati anche dall’inconsistente lavoro di copertuta di Anderson e Candreva, sono penetrati come il burro nelle maglie della fragilissima difesa biancoceleste in cui Gentiletti e soprattutto Mauricio hanno fatto fatica a contenere il gigante Dzeko il quale ha vinto quasi tutti i duelli di testa. Li’ davanti, non è andata comunque meglio. Djordjevic non è mai entrato in partita, ed oltre a sbagliare anche i disimpegni più facili è stato annullato nel vero senso della parola da un sontuoso Manolas, al punto da essere stato sostituito da Klose. Insomma un pomeriggio da dimenticare, che ha messo in evidenza tutti i limiti di questa Lazio, in evidente crisi di gioco ma soprattutto psicologica. Occorrerà assolutamente ritrovare la bussola perduta durante la prossima sosta, se non si vuole rischiare di sprofondare sempre più giù in classifica.

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