La Lazio va in coma, e si risveglia soltanto nel finale.

 

Una Lazio irriconoscibile,svogliata e priva di idee cede in casa al cospetto di un Milan sicuramente superiore questa sera seppur assolutamente non irresistibile, e perde la sua seconda partita consecutiva dopo il tonfo di Bergamo. Tante, troppe cose non sono girate per il verso giusto: dalle due papere di Marchetti che hanno spianato la strada ai rossoneri alla disposizione tattica della squadra che unite alla giornata no di molti calciatori (Klose, F. Anderson, Biglia e Candreva su tutti) hanno consentito che questa serata da incubo si potesse concretizzare. Chi si aspettava una reazione di orgoglio dopo il naufragio nell’acquitrino bergamasco, è rimasto deluso e la testimonianza lampante è rappresentata dall’ autentica bordata di fischi che ha  fatto da sottofondo al triplice fischio finale. Ciò che ha lasciato maggiormente sconcertati, è indubbiamente l’approccio alla gara; non si può scendere sul rettangolo verde senza concentrazione e voglia di fare un solo boccone dell’avversario, soprattutto quando la classifica alle ore 20 e 45, parla di un Napoli bloccato a Genoa dal pari,di una Roma uscita con le ossa rotte da “San Siro” e di una grande chance di riagganciarsi al vagone delle capofila. D’accordo, l’equilibrio del match è stato rotto da un gravissimo errore di Marchetti che invece di respingere comodamente in angolo un innocuo tiro cross di Cerci, ha pensato bene di fornire un comodo assist a Bertolacci il quale ha ringraziato e depositato in rete ma se giochi meglio dell’avversario, pressandolo nella propria metà campo senza dargli respiro e provando a mantenere la squadra corta, non serve appellarti agli errori individuali per trovare un’alibi che serva a  giustificare la storia della partita, perchè sicuramente segnerai una, forse anche due reti in più. Tutto questo purtroppo non e’ avvenuto ed allora i ragazzi di Mihajilovic hanno avuto vita facile nel gestire e preservare il prezioso vantaggio contro una Lazio sfilacciata, con un centrocampo invisibile ed un attacco sterile in cui Candreva ed Anderson, anzichè giocare più a ridosso dell’area di rigore avversaria, si sono letteralmente nascosti sulla linea del centrocampo,non riuscendo mai a superare i propri marcatori. Nella seconda frazione ti aspetti una reazione di impeto che profuma di orgoglio ed invece è soltanto una miccia destinata a spegnersi all’istante. Anzi, Marchetti continua a sbagliare regalando il raddoppio al neo-entrato Mexes e Kishna si traveste da assist-man per Bonaventura (il migliore in campo degli ospiti) che non ci pensa su due volte a mandare in rete Bacca, prima di redimersi poco dopo con la rete della bandiera che fissa il punteggio sul 3 ad 1 finale. La gara scivola dunque via mestamente fino alla fine e il tentativo di esorcizzare la presenza di un “diavolo” che ha avuto vita facile a rubarsi la scena contro un avversario mai sceso in campo, resta soltanto nelle intenzioni. Una brutta, pesante batosta questa per i padroni di casa alla vigilia del derby contro una Roma che non vorrà assolutamente perdere il contatto con la vetta ed adesso la palla che scotta passa a Pioli che dovrà mettere insieme i cocci di questo vetro rotto…..

 

I migliori

 

Lulic: Il migliore nel grigiore generale. E’ l’ultimo a mollare, correndo e lottando fino alla fine ma purtroppo predica nel deserto

 

 

I peggiori

 

In tanti. Forse il cucchiaio di legno va a Marchetti, i cui errori sono stati determinanti sulle sorti dell’incontro. Poi ci sono “ex aequo”, Felipe Anderson, Candreva (irriconoscibili) e Gentiletti il quale sbaglia tutto, soprattutto in fase di marcatura.

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