AURONZO DI CADORE – Con il Vicenza è partita vera, forse anche troppo. I contrasti duri si sprecano, almeno in estate sarebbe meglio vedere più calcio e meno calci. E invece dopo solo 13 minuti arriva il primo infortunio.

Purtroppo riguarda Ravel Morrison, il protagonista principale del ritiro biancoceleste. Finisce 1-0 per il Vicenza davanti a circa duemila tifosi (circa 1500 laziali e 500 vicentini). Il risultato conta poco, la prestazione lascia un po’ perplessi: tra venti giorni si gioca la Supercoppa con la Juve campione d’Italia e la Lazio non è riuscita a creare un’azione pericolosa contro una squadra di B che ha iniziato la preparazione atletica da soli quattro giorni. 

INFORTUNIO – La brutta arriva nel primo tempo: Morrison viene colpito duro da Giacomelli alla caviglia sinistra e lascia il campo sei minuti dopo perché non riesce più a correre. Non ce la fa nemmeno a camminare, lo staff tecnico lo accompagna in braccio dentro gli spogliatoi con la borsa del ghiaccio applicata. Dita incrociate per le sue condizioni: si parla di trauma contusivo-distorsivo, la speranza è quella di evitare l’interessamento dei legamenti. Al triplice fischio è con le stampelle e la caviglia sinistra completamente fasciata. Una beffa nell’ultimo giorno di ritiro.
MOSSE – Morrison aveva iniziato la partita dal primo minuto come mezzala destra. Centrocampo e attacco erano gli stessi visti nelle prime due amichevoli. Quando Onazi entra in campo si piazza in regia e Murgia si sposta al suo fianco. Ma il nigeriano non ha assolutamente i piedi per impostare l’azione e sbaglierà tantissimi passaggi nel corso del match. Come intermedio sinistro gioca Oikonomidis, in attacco si muovono Perea, Djordjevic e Keita. In porta Marchetti, davanti a lui Konko, Mauricio, Hoedt e Seck. Anche il Vicenza si schiera con il 4-3-3: Vigorito tra i pali; Sampirisi, Brighenti, El Hasni e D’Elia dietro; l’ex Cinelli, Pazienza e Urso in mediana supportano il tridente Vita-Gatto-Giacomelli.

AZIONI – Pochissime emozioni nel primo tempo, la Lazio si rende pericolosa due volte: Djordjevic viene stoppato sul più bello da Brighenti, Onazi prova la percussione centrale ma il suo tiro è respinto da Vigorito. Bravo e sfortunato anche il portiere del Vicenza: uscirà pochi minuti dopo per infortunio (al suo posto Marcone). Pioli cambia due uomini all’intervallo: Berisha e Prce per Marchetti e Mauricio. Konko è il capitano della ripresa, nel primo tempo la fascia era rimasta negli spogliatoi. L’allenatore biancoceleste prova a dare la scossa spedendo sul terreno di gioco i pezzi da novanta. Otto cambi: entrano Basta, Gentiletti, Braafheid, Parolo, Lulic, Candreva, Klose e Felipe Anderson. Il panzer si prende la fascia da capitano: è la seconda volta che succede con Candreva in campo. La Lazio prova a spingere sull’acceleratore con gli esterni, ma viene bucata in ripartenza: è il 67’ quando Pinato scatta sulla sinistra e mette dentro per Rajcevic (entrambi spediti in campo da Marino nel secondo tempo); il montenegrino appoggia dietro per Vita che spara dai venti metri: palla all’angolino e Berisha battuto. Gol subito da un calciatore che nella passata stagione non ha segnato nemmeno una rete in campionato. 

MANCATA REAZIONE – La Lazio non riesce a creare, le gambe dei nazionali sono imballate. Candreva e Felipe Anderson sono lontani dalla condizione migliore, manca anche la precisione nei passaggi. Onazi sbaglia tantissimo. Klose tenta di testa su corner, Braafheid ci prova alla distanza senza fortuna. Troppo poco perfino per impensierire perfino una squadra che ha iniziato adesso ad allenarsi per la prossima stagione  La partita finisce così, senza ulteriori sussulti. Un ko che chiude il sipario sul ritiro di Auronzo con un pizzico di amarezza.

fonte: lalaziosiamonoi.it

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