AURONZO DI CADORE – Il cammino per riprendersi la Lazio è stato più lungo del pellegrinaggio che fa eco al suo nome. Santiago Gentiletti è pronto a riconquistarsi un popolo, quello che ha appena sfiorato per un’intera stagione, tanto quanto basta per esser acclamato come un idolo

, “Finalmente ci siamo, mi sento bene rassicura l’ex difensore del San Lorenzo de Almagro in Esclusiva a i microfoni de Lalaziosiamonoi.it – è stato un anno strano per me. Per la Lazio magnifico, ma per me è stata una stagione difficile”. È sudato Santiago. È provato dalla dura ricetta che mister Pioli serve ai suoi ad Aurozo di Cadore, “Ho iniziato a prepararmi bene per il nuovo campionato. Questo per me è il primo ritiro estivo con i miei compagni. In questa splendida cornice, fra le montagne. Sto cambiando abitudini e ritmi di allenamento. In Argentina si divide di più fase atletica dalla fase legata agli allenamenti con il pallone. Qui con il mister abbiamo subito toccato la palla. È tutto molto diverso, ma sto imparando in fretta questi metodi”.  Il tour de force è appena iniziato, ma Santiago è pronto a mostrare le sue qualità in campo sin da subito. Non c’è più tempo, né alibi per farsi attendere. Lui è un lottatore vero e non ci sta a recitare il ruolo della comparsa. “Ho giocato una partita e mezza e mi sono infortunato. Sono tornato sul finale e ho dato quello che potevo. Personalmente non mi ritengo soddisfatto, anche perché è la prima volta che mi succede di infortunarmi così a lungo. Comunque i miei ricordi legati alla passata stagione non possono che esser positivi. Siamo arrivati terzi e non è facile centrare questo obiettivo”. Un controverso duello di emozioni, che in Santiago a tratti fanno prevalere la soddisfazione per il risultato raggiunto dalla squadra e a tratti lasciano trapelare un certo imbarazzo sul piano personale. Si sente in debito con quella che ora è la sua gente e quelli che sente fortemente i suoi colori. “Ho voglia di far bene. Sto lavorando per mostrare al tecnico tutte le mie qualità”. C’è molta concorrenza nel settore difensivo quest’anno alla Lazio. In un pacchetto composto attualmente da De Vrij, Mauricio, Gentiletti e Hoedt (con Radu all’occorrenza jolly centrale), il club potrebbe addirittura decidere di acquistare un quinto calciatore (si parla di Vlaar), successivamente all’addio di Lorik Cana. Santiago non batte ciglio, non si scompone: la sfida è il suo pane quotidiano. “Non mi sento il titolare. Sceglie il tecnico,  partiamo tutti alla pari. Io mi sento bene e sto facendo una buona preparazione. Hoedt? Ha grandi qualità ed è giovane. Ha tutta la carriera davanti. Con lui ho una sana competizione” . Tatticamente l’abbondanza dietro lascerebbe pensare ad uno schieramento a ‘tre’, schema per nulla snobbato da Pioli sin dai primi giorni di ritiro, “Per me non fa differenza. Cambiano un po’ i movimenti, ma conosco questi moduli a perfezione. Ho giocato sia con la difesa schierata a tre, che con i 4 dietro. Ho praticato tutti i moduli sia in Francia che in Argentina. Diciamo che il tecnico sceglierà la giusta soluzione anche a seconda dell’avversario che avremo davanti. Su questo non avrò problemi…”

FASCIA DA CAPITANO, EL CHUECO C’E’ –  Se la questione tattica non  scalfisce minimamente Santiago Gentiletti, pronto a riciclarsi per la Lazio in qualsiasi ruolo e schema difensivo, la sfera caratteriale invece, resta il suo cruccio principale. L’uscita di scena contemporanea di Mauri e Ledesma (capitano e vicecapitano) ha spiazzato la squadra, che ora è alla ricerca di nuovi equilibri e soprattutto di un nuovo capitano (dovrebbe essere Candreva, ndr).  Gentiletti che ha carattere ed esperienza da vendere non si tira indietro. “Io sto bene in questo gruppo. Mi comporto sempre allo stessa maniera. Cerco di fare il meglio per la squadra. Non posso però decidere chi porterà la fascia da capitano o se dovrò indossarla io. Questa è una scelta che compete al club, all’allenatore, a chi ha più anni di militanza con questa maglia. Si dovrà decidere tutti insieme…”

SUPERCOPPA E PRELIMINARI, ECCO GLI OBIETTIVI – All’orizzonte si scorge già il primo obiettivo stagionale: la prima finale. In palio c’è la Supercoppa, in una sfida che sa di rivincita posticipata. “La Juventus – sp

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