La Lazio non ha mezze misure. È forse questo il vero problema della squadra di Pioli: o vince o perde, difficilmente pareggia. Solo in quattro occasioni – ricorda la Gazzetta dello Sport – nelle 23 giornate di campionato fin qui disputate, i biancocelesti hanno concluso una partita in parità.

Il primo segno ‘X’ lo troviamo alla nona giornata, al Bentegodi contro il Verona (1 a 1). Poi ancora al Bentegodi un mese dopo, stavolta col Chievo (0 a 0). Quindi a San Siro con l’Inter e nel derby. Due pareggi, questi ultimi, che sono state due mancate vittorie, con la Lazio che all’intervallo era avanti 2 a 0. Quattro pareggi sono pochi per chi punta a tornare in Europa, e otto sconfitte sono decisamente troppe. I k.o. di Empoli e Cesena sono scivoloni imperdonabili, ma anche quelli interni con Udinese e Genoa gridano ancora vendetta. Il dato positivo è che il club capitolino dopo un passaggio a vuoto sa come rialzarsi. A Udine è tornata a vincere dopo due sconfitte consecutive, a inizio campionato inanellò quattro vittorie consecutive dopo aver perso contro Genoa e Udinese. E poi ancora, la Lazio si mise alle spalle il secondo blackout stagionale (sconfitte contro Empoli e Juve) ottenendo otto risultati utili consecutivi tra campionato e Coppa Italia. Ed ecco che salta fuori l’altra anomalia dei biancocelesti: le sconfitte arrivano in blocco. Tre nelle prime quattro giornate; due consecutive tra l’11a e la 12a giornata; altre tre in quattro giornate tra la 19a e la 22a. Era inevitabile che la Lazio avesse un rendimento così altalenante vista la rivoluzione estiva, ma da qui a maggio servirà trovare più continuità. Solo così l’Europa potrà essere un obiettivo concreto.

fonte: lalaziosiamonoi.it

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