Mino Raiola, procuratore di Ibrahimovic, Balotelli e Pogba, ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. L’agente ha parlato del futuro di Paul Pogba che fa gola a molte big europee e il cui cartellino potrebbe arrivare anche a 100 milioni di euro.

A Raiola è stato chiesto chi potrebbe acquistare la Juventus con i soldi ricavati dalla cessione del francese e il procuratore non ha avuto dubbi inserendo anche un giocatore della Lazio tra i possibili sostituti: “Prenderei Mkhitaryan, poi Depay, Felipe Anderson e Rodrigo Ely, che è fortissimo, Kischna dell’Ajax che sarebbe perfetto, a sinistra Willems del Psv, poi di sicuro Verratti a centrocampo. In porta Donnarumma del Milan, mi dicono che sia un fenomeno. A destra Abate. Davanti Zaza e Berardi, bravissimi. Vi dico pure l’allenatore: Van Bommel”. Raiola ha parlato poi anche del futuro di Balotelli, accostato di recente alla Lazio: “L’ho visto lunedì e gli ho detto: “Hai un contratto di 4 anni e non ti porto via. O tu lasci Liverpool a 60-70 milioni e io ho vinto la scommessa, o muori lì”. È la prima volta che faccio a un giocatore un discorso così. L’ho visto tranquillo, cambiato, diverso rispetto al Milan. Molto deluso da se stesso, anche“. L’agente rivela poi alcuni dettagli del passaggio di Pavel Nedved, altro suo storico assistito, dalla Lazio alla Juventus nell’estate del 2001: Pavel e la moglie avevano quest’idea che stavano bene a Roma. Io invece avevo capito che era il momento di portarlo via, quella Lazio non poteva reggere. Così dico a Cragnotti: “Nedved ama la Lazio più di te. Se gli dici che deve andare via per aiutare il club io ce la faccio, ma se gli offri un euro di stipendio per rimanere lui rimane”. Facciamo l’incontro all’Hilton Montemario. Cragnotti è con suo figlio Massimo, ed esordisce: “Pavel, fammi un piacere: non ti posso vendere ma tu riduciti lo stipendio e poi ricontrattiamo”. Escono i giornali e scrivono che Pavel ha rinnovato. Io sapevo che Moggi aveva il cambio di tesseramento in mano, ma non sapevo che Massimo Cragnotti voleva farmi un piacere. Sentite qua: arriviamo a Formello con Pavel tutto contento, con una penna di Cartier che gli aveva regalato la moglie. Guardo le carte e gli dico che può firmare. Lui fa per prendere la sua penna, arriva Massimo e gliene butta un’altra facendo: “Tié, firma”. Pavel mi guarda, e firma con la sua, di penna. Poi esce e fa “Ma guarda questo…”. E io: “Tranquillo, ora metto le cose a posto”. Poteva aver firmato anche dieci volte, ma se non ritiri il cambio di tesseramento l’accordo resta accordo. E chiamo Moggi. Lì Luciano è stato intelligente ma anche furbo. Ci eravamo messi d’accordo per tenere segreta la cosa, lui ha dato la notizia che Pavel era a Torino. Arriva l’aereo privato, e ci sono 40 giornalisti. Io intanto dovevo convincere la moglie: era luglio, a Roma cadevano gli uccelli dall’albero per il caldo, arriviamo lì e la gente girava in pelliccia. Lei esce dall’aereo e attacca a piangere. E io: “No, è solo un giorno così”. Andiamo da Giraudo, lui prende Pavel e gli fa: “Ma lei vuole venire alla Juve? No, perché il suo procuratore non è normale, quindi se vuole venire deve cambiarlo”. Pavel chiede una penna. Io sudo freddo. Pavel fa: “Dov’è il contratto?”. Gli danno un foglio, lui firma e me lo da: “Tieni Mino, questa è la firma, fai quello che vuoi. Io me ne vado”. Così mi giro verso di loro: “A quanto era la trattativa? Mi sa che dobbiamo rifarla”.

fonte:lalaziosiamonoi.it

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