“Un giocatore normale in una Nazionale di fenomeni”. Così si era autodefinito Lucas Biglia qualche giorno fa ai microfoni di un’emittente britannica. Tornato tra i convocati nel tour in terra inglese, il regista della Lazio è stato il migliore in campo nella sconfitta contro il Portogallo, dopo aver saltato la precedente chiamata per la frattura del metatarso destro. Il centrocampista nato a Mercedes è fondamentale per portare il pressing alto, come richiesto dal tecnico, e per giocare la palla in modo veloce e sicuro. “Gerardo Martino vuole una squadra aggressiva, che attacca in tutte le azioni. Vuole mantenere la pressione alta, giocare nella metà campo avversaria. Non è facile, ma è necessario, serve tempo e lavoro. E’ difficile da sostenere per 90 minuti ad un ritmo elevato. A poco a poco stiamo migliorando. L’abbiamo fatto poco con la Germania, solo nella prima mezz’ora contro il Brasile e in gran parte contro il Portogallo, al di là della sconfitta che è stata immeritata“, ha dichiarato Biglia in un’intervista rilasciata al quotidiano La NacionCome sul campo, Biglia mantiene sempre i piedi per terra: “Il Mondiale non ha cambiato la mia vita, ha arricchito il mio calcio, mi ha portato degli insegnamenti, la giusta esperienza che mi aiuta molto quando gioco”Biglia prosegue soffermandosi sui suoi compagni di squadra sia di Nazionale che alla Lazio: “Javier Mascherano è tatticamente molto intelligente. E’ un onore essere scelti insieme a questi grandi giocatori. Nel mondo del calcio mi sento uno normale. Cerco di imparare guardandoli sia dentro che fuori dal campo. Nella Lazio, ad eccezione di Klose, il resto dei ragazzi sono più o meno sullo stesso livello”Mascherano non è il suo unico modello“Nel mio stesso ruolo, cerco anche di imparare da Xabi Alonso e Pirlo”. Lucas è tornato per l’ennesima volta a commentare l’interesse del Real Madrid nei suoi confronti dopo la Coppa del Mondo“Poteva essere una buona occasione, ma non mi lamento. Sono a mio agio nella Lazio, mi sento valorizzato”. In conclusione, Biglia spende due parole sulle sue origini calcistiche: “Seguo sempre i risultati dell’Argentinos Juniors, sperando di tornare presto nel club che mi ha dato l’opportunità di dimostrare le mie qualità e che avrà sempre un posto nel mio cuore.”

fonte: lalaziosiamonoi.it

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