ROMA – Brutta, brutta Lazio stasera all’Olimpico. Involuta, inoffensiva, scarnificata dalle assenze: contro l’Udinese i passi indietro sono molteplici. Aumentano i grattacapi per Stefano Pioli. Tanti gli aspetti preoccupanti messi in mostra contro i friulani e che hanno generato la terza sconfitta nelle prime quattro giornate.

Come mai questa involuzione rispetto a Genova? Perché non ha scelto Keita dal primo minuto?

La prestazione non è stata all’altezza, abbiamo sbagliato l’interpretazione della partita. Abbiamo fatto un passo indietro. Siamo scesi in campo con una squadra competitiva, con i cambi ho cercato di migliorarla. Ho cambiato tanto rispetto a Genova per cause di forza maggiore, non me la sono sentita di sostituire anche Candreva o Felipe Anderson.

La squadra è consapevole del passo indietro?
Sarebbe un problema se non ne fosse consapevole. Lotito è venuto negli spogliatoi, non è soddisfatto, come tutti del resto.

Klose e Djordjevic insieme l’hanno convinta?
Ho scelto le due punte perché eravamo troppo lenti a muovere la palla, lenti nei movimenti e spesso siamo stati costretti a superare il centrocampo con i lanci lunghi. Ho fatto quella scelta per avere più peso in area, ma la manovra è stata lenta per tutta la gara. Noi ancora non riusciamo a sfruttare le palle che arrivano in area, loro sono sempre arrivati prima.

La beffa di Genova ha inciso a livello mentale?
Da quella partita dovevamo uscire con la rabbia necessaria. La prestazione di stasera doveva essere diversa.

Lazio mai pericolosa sui tanti calci d’angolo che si procura…
Sono situazioni che curiamo tanto, dobbiamo sicuramente fare qualcosa in più. 

Cosa c’è dietro questo tipo di black out?
I giocatori sanno che abbiamo bisogno di maggior ritmo e velocità. Abbiamo lasciato solo Ledesma nel girare palla, siamo stati molto sfilacciati, troppo lunghi, con distanze sbagliate. Non siamo riusciti a recuperare il pallone quando eravamo alti. Avevo chiesto intensità, determinazione. Qualche giocata può anche venire meno, ma gli altri atteggiamenti sono basilari. Poi abbiamo anche reagito, ma con poca lucidità.

Si può dire che il suo tipo di gioco può essere attuato solo con alcuni giocatori?
Se faccio delle scelte, è perché sono sicuro di mandare in campo la squadra migliore. Oggi l’undici iniziale aveva comunque le caratteristiche per fare bene, per scardinare un avversario che ci avrebbe atteso. Ma non siamo stati veloci, non abbiamo lavorato di squadra. Se abbiamo questa classifica, non è per sfortuna. Abbiamo delle responsabilità, dopo stasera anche tante. Dobbiamo porre rimedio velocemente.

Manca la personalità da parte dei veterani?
Credo che oggi siamo mancati in tante cose, anche nella personalità. E questo nonostante la squadra fosse tutto meno che giovane. Se vogliamo smuovere questa classifica, dobbiamo migliorare alla svelta.

Il rientro di Marchetti nota positiva?
Assolutamente sì. Se parliamo di personalità e presenza sul campo, lui ne ha da vendere, è un valore aggiunto per la squadra.

fonte:lalaziosiamonoi.it

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