Le pagelle a cura di Gabriele Caprio.

 

BERISHA 5.5: il Milan non crea moltissimi pericoli, anzi ne crea solo quattro in tutta la partita. Di questi quattro, ne vanno a segno tre. Per carità, non ci aspettiamo che Etrit faccia i miracoli o che pari i rigori, ma guardando il primo gol sotto le gambe ed il modo in cui si è tuffato nel secondo gol, viene da pensare che forse poteva fare qualcosa di più in entrambe le situazioni. Sfortunato.

BASTA 5.5: corre tantissimo, crea un pò di meno. Sicuramente non era questa la partita migliore per mettersi in mostra, ma dà l’impressione di essere stato un pò incompleto. Rimandato.

DE VRIJ 4: sfiora il gol in ben due circostanze: questa l’unica nota positiva della sua partita. Passando alle note negative ha pesanti responsabilità sul primo e sul secondo gol del Milan, causa il rigore del terzo gol del Milan, si fa ammonire e dopo qualche intervento rischia anche l’espulsione. Quasi sempre in ritardo, deve mostrare il meglio di sè, alla Lazio serve un De Vrij decisamente migliore. Deludente.

CANA 5: rimedia la sua ammonizione quotidiana, alterna sviste difensive ad entrate che definire assassine è poco. Nella memoria resta una scivolata a piedi uniti per buttare la palla in fallo laterale. Irruento.

RADU 5.5: vive la partita un pò in tensione, soffre abbastanza l’attacco del Milan, si fa ammonire e rischia l’espulsione, ma in generale non è responsabilità sua l’andamento storto della partita. Nervoso.

PAROLO 5: da rivedere. Molto spesso sbaglia tempi e passaggi, sembra essere in ritardo su ogni pallone, e vedendo la pochissima velocità di manovra forse anche ritardo di condizione. Corre e si impegna molto, ma sbaglia altrettanto e vanifica tutta la sua buona volontà. Lento.

BIGLIA 6: partita di sacrificio per l’argentino, che si sacrifica tantissimo e recupera tantissimi palloni. In fase di impostazione del gioco è spesso impreciso, sbaglia il passaggio o il tempo in cui effettuarlo, ma davanti alla difesa risulta comunque utile e fa sentire il suo contributo. Utile.

LULIC 6: corre ovunque, sembra in molte occasioni essere l’unico a crederci. Di solito ci mette qualche partita ad entrare in condizione; quest’anno sembra essere già pronto. Speranza.

MAURI 6: insieme a Djordjevic e Felipe Anderson entra nella ripresa e contribuisce a cambiare volto alla partita. In questo centrocampo dimostra di poter ancora dire la sua. Sicurezza.

CANDREVA 5: mette in mostra tutti i motivi per cui a volte viene criticato dai tifosi: pecca di troppo egoismo e impiega troppo tempo a passare la palla perdendo così il vantaggio che guadagna in velocità. Sfiora il gol con un tiro ravvicinato e rimedia un rigore, lo tira e lo sbaglia. Recidivo.

KLOSE 5: doveva mettere paura alla difesa milanistra, e invece il campione del mondo si fa annientare dalla coppia Bonera-Alex. Non prende quasi mai la palla, deve rientrare a centrocampo per giocare qualche pallone, non tira mai in porta e crea pochissimo là davanti. Da lui ci si aspetta molto, molto di più. Chiuso.

DJORDJEVIC 6.5: il migliore in campo. Da quando entra lui la Lazio possiede un attaccante in campo. E’ un pericolo continuo per la difesa del Milan, ottiene un prezioso autogol di Alex, lotta continuamente e ovunque, mostra un carattere autoritario in un battibecco con Armero. Sopresa.

KEITA 5: la delusione più grande. Ci sono aspettative altissime su questo campioncino, forse a volte eccessive, ma non possiamo accontentarci di quanto visto ieri sera. Non è mai nel vivo dell’azione, ha qualche spunto ma non riesce mai ad andare alla conclusione. Deludente.

FELIPE ANDERSON 6: tutto un altro giocatore rispetto allo scorso anno. Finalmente nel vivo del gioco, finalmente partecipa alla costruzione delle azioni. Prova il tiro in più circostanze, tenta qualche dribbling, si mostra pimpante e voglioso. Sostituisce Keita e da quella parte finalmente la Lazio inizia a giocare. Rinato.

Allenatore PIOLI 5.5: la Lazio cerca di fare il gioco, ma contro il Milan bisogna stare anche attenti a difendere: il Bassano Virtus era tutta un’altra cosa. La Lazio di oggi esce con le ossa rotte da Milano ma mostra qualcosina di buono, adesso sta a lui ripartire da lì.

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