Calciomercato :sicuramente uno dei guilty pleasure per eccellenza.
Digiti SSLAZIO su Google e ti sentirai affogare nel disagio più totale per un sacco di valide ragioni, tra l’altro.
Perché di certo non siamo abituati alla nonchalance, siamo abituati, au contraire, a fare le vittime piangendoci addosso per un Durimisi qualunque sbucato chissà da dove.
Quel che è certo; bastano due minuti del carrozzone social per farti sentire bene così come stai.
Nel calderone il nome Oliver Provstgaard
per raccontare la nullezza delle sessioni invernali.
Basterebbe il nome di Oliver Provstgaard
per ricordare ogni “Ma chi cazz’è ?” che ho esclamato da vent’anni ad oggi.
Mes eyeux: spesso era da mettersi le mani nei capelli, altre volte -invece- era un Luis Alberto.
Ma devo ammettere che da parecchio non provo nessun brivido lungo la schiena per una new entry. Ed è bello vedere le cose se non te ne frega assolutamente niente di stare lì a giudicarle.
Sono rimasta col fiato sospeso coi troppi JONY-VAVRO-DURMISI, che non sento più nemmeno quella sensazione che mi farebbe accoltellare con la cannuccia di carta del McDonald’s.

PROVSTGAARD arrivava tra le speranze Europee ed i primi scivoloni della Lazio targata Baroni.
Ma sapete che succede!?
Alla fine ‘sto benedetto ragazzo merita pur sempre una parola.
Perché io trovo che il calciomercato sia una giungla.
Qualcuno si era sbattuto in mille chiacchiere ma -ricordate- la poraccitudine non ha età e non è che gente più adulta garantisca di non andare incontro alle sòle.
Anzi, un pischelletto che fino all’altro ieri posava lo zainetto di scuola per andare a ballare Sesso e Samba, come potrebbe non ispirare curiosità?
Sperando che la curiosità non faccia la fine di Tony Effe -sul palco di Sanremo- a canta’ la cover di ROMA NUN FA LA STUPIDA STASERA. Mentre scimmiottava Carlito’s Way con outfit da passeggiata sul ponte di Costa Crociere, per giunta. (😂)
Amis; il calciatore danese è il perfetto profilo-promessa che spera di crescere sotto la guida di Maurizio Sarri.
Prologo: Provstgaard, nato a Vejle il 4 giugno 2003, difensore della nazionale under-21 danese di cui è capitano, 194 cm di altezza e un peso di circa 70 kg.
Ha una struttura fisica longilinea, che non gli impedisce la rapidità nei movimenti. Riesce a coprire ampie porzioni di campo anche se non è dotato di una grande muscolatura.
Grazie all’ agilità, può considerarsi versatile e capace di adattarsi a diverse situazioni tattiche sia nelle marcature strette.
Ora sta conquistando tutti. E’ lui la vera rivelazione di questo ritiro. Il danese sta raccogliendo complimenti su complimenti, elogi, soprattutto dai suoi compagni. Gila, in particolare, ha puntato forte su di lui.
L’infortunio di Patric ha ribaltato le gerarchie nella difesa biancoceleste e, proprio Olivier, ha attirato le attenzioni.
Si è imposto a suon di prestazioni convincenti e, amichevole dopo amichevole, si sta spianando la strada nel cuore della squadra.

Ci voleva proprio per disintossicarci dall’overdose di sòle che ci siamo sciroppati in questo mese.
Le scommesse, negli anni, non sono state sempre una garanzia, spesso erano supercazzole, praticamente.
Per quante esperienze possa aver fatto, è comunque giovane con il modo di giocare “nuovo” che, a quella età, è sacrosanto. Ed, onestamente, è un profilo che sarebbe il caso di inserire in una rosa che ha l’età media un attimino alta.
Mentre leggevo qualcosa su Olivier, mi sembrava di guardare l’incipit di un film di Moccia, ma senza drama adolescenziale…

All’ inizio è normale lo scetticismo. È normale che la gente ti guardi e non provi una mazza di nulla. Sarà il tempo a segnare la strada, ma da quel poco che ho intravisto, credo che avremo molto di cui parlare….
Poi, ok, io sono diventata troppo buona, Mes amis, però se penso ad un ventenne non potrei mai infierire.
Almeno in partenza. Almeno la buona fede, perchè se non si concede manco quella…
Del resto…
altro che gaviscon, Io sono ancora ferma a pensare ad un probabile dialogo surreale tra Lotito ed il Flamengo…. Mi sa che finirò in reahab per riprendermi anche dalla dialettica di Fabiani.
Baci baci, Xoxo 💋
