Ma che meraviglia è quando ti aspetti il palo e già te lo vedi stampato in faccia e la vita ti sorprende?
Questa stagione era iniziata troppo in sordina e, con in “sordina”, intendo trascinata inesorabilmente nel baratro.

Niente, per un momento avevo creduto che saremmo tornati da Bergamo con i travasi di bile. Un destino già scritto in faccia al gol di Pašalić.
Poi MOTTA e Mission Riuscita.

Oh, finalmente! Ci voleva proprio una roba stracarica di appeal, papabile per risollevare gli umori di una piazza che mormora dal 25 maggio. (Lo scorso anno)

Oggi ho solo voglia di sottolineare cento volte la differenza rispetto agli anni passati quando, il torneo nazionale, veniva considerato che nemmeno il figlio della serva. È un’analisi molto lucida e chiara della situazione.
Perché sono rimasta ferita sì, però non ho alcuna intenzione di unirmi al movimento filo/disfattista.
E soprattutto; l’Europa passa di là.

Questo è lo spirito con il quale mercoledì poggerò le chiappe sul divano e darò buca al fisioterapista.
Perché – contrariamente al campionato– la Lazio non ha fatto grandi scivoloni.
E perché –contrariamente al campionato– nonostante l’apparente inadeguatezza, il sentimento in campo si percepiva.
Mai una robetta discutibile, mai una robetta imbarazzante.
E proprio quest’anno, a differenza degli altri ad eccezione fatta per ‘A MANO DE BASTOS, la Coppa Italia è stata l’unica ad appassionarmi.
Nonostante la maggiore freddezza di Sarri, l’incredibile interesse per questa finale si sente nell’ aria già da una settimana.

Ma se la Coppa Italia ha finito col rivelarsi una delle sorprese migliori dell’intera annata, è proprio perché abbiamo assistito a qualcosa molto meno scontato del previsto.
Se mi aspettavo il palo in piena fronte è solo perché, a Bologna e contro l’Atalanta, pur non essendo scazzati come qualcuno ha scritto, in certi minuti sembravano gli impiegati delle poste al calcetto del dopolavoro. 🤣
E mi è dispiaciuto -a tratti- perché comunque ho visto una squadra con spunti interessanti -SE DIO VUOLE LA PALLA ENTRA IN RETE- per loro e non per noi.

Mes yeux; la finale è stata raggiunta senza isterismi in campo, senza teatrini cringe e con tanta consapevolezza. E questo percorso è culminato in quell’ultima parte dell’ultima gara a Bergamo dove il ventenne sconosciuto è diventato MOTTA IL PORTIERE CHE HA PARATO 4 RIGORI DI FILA. Si è palesemente mangiato l’Atalanta, a ‘na certa.😉

Ps. Io lo capisco che non fa bene sbilanciarsi.
Però sono sicura che molti, nonostante la loro natura negativa, ci stanno credendo fino in fondo e –con estrema pazienza– si sintonizzeranno davanti TV, tablet, smartphone….
E -forse- i circhi tocca pure ringraziarli alla fine, perché più battono i piedi e più cresce l’hype.

Ripeterò fino allo stress psicologico: il mio desiderio è COMUNQUE quello vedere ‘na Lazio che mi faccia cappottare sul divano. Perché, checché se ne dica, il calcio è anche uno show. Uno spettacolo che va recitato fino all’ ultima battuta sul copione.

E con un “dajeeee” il cuore se ne va a senso unico.
Dopotutto non vi siete rotti delle polemiche?
Se ve sta bene così, contenti voi…

Baci baci, Xoxo 💋

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