Ora, non so se è perché sto attendendo con ansia l’inizio della clamorosa partita che decreterà "se semo da Serie B" o no, o se è colpa del reflusso gastroesofageo che mi distraeva più del dovuto durante la partita contro l’Empoli, però mi sono discretamente rotta las pelotas, sono sincera.
Cioè, sto bramando di scoprire come andrà a finire, sono curiosa di capire quanto -sui social- la scaveranno profonda la botola sotto i piedi di Francesco Acerbi.
Sono sincera: un conto è lo STROOOOOOONZOOOO random a Stefan De Vrij, un conto è….
E, quindi, la faccio breve. In un mondo pieno di De Vrij che non aspetta altro che correre a firmare contratti al miglior offerente senza mai metterci la faccia, in un mondo di clacson suonati per spiattellare ogni più sordido "Lazio ti amo" , ma TUTTA LA VITA uno come Ace. Che capisco possa averla fatta fuori dal vaso, aver mancato di rispetto ad una Curva che lo ha sempre sostenuto e come primo pensiero ha avuto quello di vantarsi nel post partita di cotanto atteggiamento irrispettoso in mondovisione, ma piuttosto che fischiare, cercherei di capire se la sua permanenza in biancoceleste abbia un futuro oppure no.
Ho visto le lacrime di Francesco. L’ho visto annichilito in panchina e perciò, continuo a pensare che due torti non fanno una ragione.
"Altrimenti saremmo solo macchine".
Chiuso il discorso, la Lazio nel frattempo che fa? Mi piazza una partita totalmente AD MINCHIAM prima dell’ Inter, una di quelle capaci di farlo esplodere il web, quelle che ti fanno dire "manca il difensore centrale come mood di questa e della prossima vita".
Più guardo le partite e più mi rendo conto, oltre il discorso mappazzone superfluo, che le difese davvero "vincono i campionati".
Quella biancoceleste è guasta alla radice, da tempo immemore e forse non solo in campo.
Strakosha dopo un tocco scellerato di Hysaj, fa la stronzata di giornata, l’uscita sanguinosa. Che sia esagerato o meno il calcio di rigore, la sua uscita è stata criminale comunque la si voglia leggere.
Ora, Tare ci dovrà spiegare perché non ha mai fatto una beata mazza di nulla, perché si ostina a vedere oro dove non luccica nemmeno il placcato.
Per il resto, al netto della sfiga, dell’arbitraggio, è stato un match MILINKOVIC-centrico, a tratti PIPE-universal. E "a me mi piace" così.
Sarri non chiede la luna, eh. Spera solo –da persona non avvezza alle querelle di mercato, al contrario di Igli che ormai ci sguazza– una maggiore consapevolezza per tutelare una zona della classifica che non deve essere buttata tempo zero in pasto al decimo posto. 
Non mi sembra che ci stia illudendo, ne che stia sfruttando la situazione pur di far parlare di sé, anzi. Mi sembra fin troppo onesto e chiaro nel dire che, nonostante abbia notato un passetto avanti, i limiti oggettivi devono essere riconosciuti e bisogna accelerare i tempi. 
Cercando di capire chi si ha di fronte quando si sceglie un giocatore piuttosto che un altro e non premurandosi di uscirne bene a discapito della Lazio, dei cliché preferiti da Tare: scommesse a lungo termine.
E la malafede si riassume tutta in questa filosofia di calciomercato.
Per quanto riguarda Sarri, trovo tremendo questo continuo paragonare con Inzaghi, perché MAU, i limiti e le mancanze li schiaffa ben visibili in faccia a tutti, soprattutto al signor Lotito. 
 E lo fa ogni santissima partita, è lì proprio per commentare le fregnacce che ha combinato Tare, quindi, NON è assolutamente nella stessa posizione di Simone.  
Corro subito sul web a rileggere gli insulti che trovo, tra cui #SARRIOUT, fosse la volta buona che qualcuno smette di prenderli sul serio.
Perché MAU non se la sente calda ed un cameo giusto per farsi rivedere su una panchina Italiana, no, non fa per lui.
Chi ha paura di Simone? Non io. 
Dopotutto delle tre "botte" all’ex così tanto per, già ce ne siamo ampiamente beati. E chi dimenticherà, sarà complice.
Io non dimenticherò, certamente, quel gol Felipe Anderson e la poesia brasiliana decantata in tutta la sua bellezza proprio in faccia al tecnico che non credeva in lui. O forse ci credeva troppo poco. Come non dimenticherò il danno oltre la beffa; Milinkovic al 91° esimo o giù di lì.
Del resto, a Correa rosicare fece male, perciò caro Luiz Felipe, basta abbracciare gli ex!
Todavia, dalla partita contro l’Empoli, mi porto via l’unica consolazione di aver visto come la Lazio abbia trovato una reazione e non abbia alzato le mani davanti alla follia pura dei primi 10/15 minuti.
Almeno ho visto un rantolo di vita. E così ho smesso di mettere in dubbio la buona fede ed ho capito, forse, che la partita l’avrebbero voluta vincere per davvero.
E vorrei tanto illudermi che questo sia un piiiiiiccolo passettino verso l’epurazione definitiva di una combo di macigni da Formello, ma già so che, ahinoi, non sarà così. 
Quindi m’accontento di vedere Patric che non fa cazzate. E con ciò vorrei annichilirvi in tre parole dicendo che il quarto posto non è perduto, però non è possibile.
Simplemente, Xoxo.

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