Ora, non so se è perché stavo attendendo con ansia la titolarità clamorosa di Vedat Muriqi dal primo minuto e mi distraeva più del dovuto, però domenica mi sono discretamente rotta le balls, sono sincera.
Cioè, sto bramando di scoprire se Simone Inzaghi farà il saluto sotto la Curva o suonerà il clacson fuori l’Olimpico, il Pirata per 80 minuti e la Lazio che fa? Mi prende tre ceffoni a Bologna in una partita totally nosense. 
Se non è la forza dell’abitudine questa, io non lo so.
Se non è da laziale ‘sta ‘sofferenza’, non so cos’altro lo sia. 
L’unica consolazione è stata appurare come la stabilità di Felipe Anderson sia in aumento, eliminando così la cattiva fede intorno a lui.
Mi fanno piacere gli applausi di chi, fino a due settimane fa, lo aveva messo in dubbio.
 E vorrei tanto illudermi che questo sia un piccolo passo verso la fine di questa combinazione di lamentele/mugugni/annamoinserieB, ma già so, ahimè, che non sarà così. 
Per il resto.
Più la Lazio gioca, più conferma che non è certo per un Tricolore cotto e magnato, perché l’unica cosa evidente dopo Bologna, è che Sarri ha un modo decisamente personale di intendere il calcio. Resta fedele alla sua idea nonostante tutto.
E, guarda caso, è sempre stato attento a non far passare la sua prima stagione in biancoceleste come quella dello Scudetto, au contrarie, è  onesto con sé stesso riconoscendo i limiti oggettivi.
Non come i Fracazzodavelletri che arrivano pensando di avere i trofei in tasca.
In un mondo pieno di Fracazzodavelletri che non aspettano altro che correre davanti ad un microfono a spiattellare ogni più sordido aneddoto -presunto- che li ha sfavoriti per colpa della classe arbitrale, tutto il rispetto è per chi ascolta e sceglie di non rasentare il ridicolo, per chi è meno scenografico e non ha come primo pensiero quello di vantarsi in conferenza stampa, ma piuttosto cercare di capire cosa deve cambiare in futuro. Oppure no.
Dopotutto chiede solo tempo, mica chiede la luna, eh. 
Da uomo non avvezzo ai proclama con citati sogni di gloria mentre altri ci sguazzano, già solo per il fatto di non aver tirato un bestemmione di replica ai commenti social persi nel disagio, meriterebbe un premio alla carriera.
Che significa palesemente non dare seguito ad "echi funerei".
Almeno finché non capirà se le sue idee possono davvero funzionare o meno nell’universo Formelliano.
Non mi sembra che ci stia illudendo, anzi, mi sembra fin troppo chiaro nel dire che bisogna aspettarlo ‘sto benedetto SARRISMO. 
Lo fa mentre cerca di scoprire chi ha di fronte provando ad andargli incontro, non premurandosi di uscirne bene a discapito del chicchessia di turno.
E la malafede di alcuni laziali sui social, si riassume tutta nella frase SARRI OUT.
Per quanto riguarda Muriqi, trovo tremendo l’accanimento tra web e radio, dato che non fa un tiro in porta allora è giusto perculare malamente.
No, raga’, no. 
È Tare che scientemente lo ha SCELTO. 
Vedat è lì proprio per fare il suo mestiere, quello per cui è stato pagato senza soffermarsi troppo sulle fregnacce che combina.
Vedat non è assolutamente nella stessa vulnerabile posizione di chi lo ha comprato.
E pietra sopra.
 
Tra l’altro, e sono convinta, 2 o 3 partite ancora e finalmente vedremo la Lazio ammirata nel derby.
Ma, nell’attesa che torni a farci godere pesantemente, più leggo i commenti su facebook e più io mi avvicino a Sarri.
Fosse la volta buona che qualcuno mi piglia sul serio.
Giusto il tempo per esternare la mia stima per MAU, che ne dite?
Io ho aperto le porte alla bellezza. E voi?
Simplemente, Xoxo.

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