Tra Kostic arriva-non arriva-mail sbagliata-silenzio stampa, ma poi chiccazzè Kostic perché siete improvvisamente Kostic-addicted, 13 secondi prima o giù di lì dalla chiusura del calciomercato, tiè, t’arriva Mattia Zaccagni.
Perché dopo 230 sessioni estive, non c’è ancora chiaro che un nome strillato ai quattro venti o si prende subito o è destino che non si prenda mai. Vedere Silva per la conferma.
Non è stato il mercato più horror che abbiamo visto, pieno zeppo di elementi imbarazzanti che toccava commentare, anzi la sfilata di nomi arrivata a Formello non è per niente nuova. 
Io lo sapevo che in una piccola parte di noi avremmo esultato alla fine, che non era tutta un’illusione e che ad alcuni sarebbe toccato rimangiarsi le parole dette a giugno.
Perché da Sarri in poi, manca il difensore centrale come mood di questa e della prossima vita, Lotito qualcosa ha pur fatto.
E lo affermo senza osannare, ma sottolineando il normale percorso delle cose.
L’ho detto più volte quando mi sono trovata a rispondere ai commenti sui social, salvo piccole eccezioni -Ciao Kamenovic ciao- credo che il patron capitolino abbia davvero preso consapevolezza di Maurizio.
Almeno rispetto ai comportamenti della dirigenza avuti negli anni passati.
NOTE SPARSE SU MATTIA
Mattia Zaccagni, nato a Cesena, è un centrocampista classe 1995.
 Di ruolo mezz’ala, trequartista o seconda punta, in passato ha ricoperto anche il ruolo di terzino.
Dotato di buona tecnica e visione di gioco, è un centrocampista offensivo che fa del dribbling e del cross (e degli assist in generale) i suoi punti di forza. Dinamico, si distingue sia per l’aiuto che fornisce in fase difensiva che per l’ordine con cui gioca e per le scelte che compie in campo, cercando frequentemente il passaggio più corretto anziché quello più difficile.
(Grazie WIKIPEDIA, sia sempre lodata)
"ZAC" TRA GOSSIP, PLAYSTATION E CALCIO
Nell’era moderna dominata interamente dai social network, Mattia Zaccagni si è mostrato per quello che è: dalle tinte di capelli sconsiderate, che Iddio gli perdoni il biondo platino (mia deformazione professionale) , alla passione per la PlayStation e la recente parentesi gossip che lo vorrebbe al fianco dell’ex di Zaniolo.
Insomma, se a lungo andare si rivelerà un acquisto azzeccato non troverò nulla di sconvolgente, anche perché le sue capacità le ampiamente dimostrate proprio nel campionato di Serie A con la maglia del Verona.
Per carità non voglio estremizzare o gridare al campione low cost, ma non mi dispero di certo perché è arrivato lui al posto di un semisconosciuto Kostic. (Raga’ Kostic non lo conosciamo, ve prego, basta con ‘sto cristiano).
Mattia avrà tutto il tempo per assimilare il gioco di Sarri e dimostrare con la nostra maglia che l’anno d’oro (scorsa stagione) non è stata solo una sculata casualità.
E vi dirò, penso che sia talmente azzeccato per la Lazio che nessuno si pentirà di averlo portato a Formello a 13 secondi dalla fine della sessione di calciomercato.
Depositato il contratto, ufficialmente un nuovo giocatore biancoceleste, il ragazzo, che ha rinnovato di un anno con il Verona, si trasferisce in biancoceleste in prestito con obbligo di riscatto.
Lazio è chiamata a trasformare la cessione temporanea in definitiva al verificarsi della condizione sospensiva legata a particolari risultati sportivi dietro versamento del corrispettivo di 7 milioni. (Pagabili in tre anni).
Un colpo di mercato forse meno scenografico dell’Eintracht Francoforte protagonista di un episodio “sospetto”, probabilmente è per questo che non gli era stata dedicata la stessa suspence.
Ma alla fine della fiera, meglio uno Zaccagni già militante in Serie A che un’altra incognita pagata a peso di Muriqi correndo il rischio di ritrovarsi un altro stipendiato "trasparente".
O no? I HOPE.
In becco all’aquila ZAC, ne avrai bisogno.
Simplemente, Xoxo.

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