Chiedere a me di commentare Felipe Anderson, è scontato tanto quanto una birra fredda alle 2 di pomeriggio in un qualsiasi giorno d’agosto. Sai che la berrai. Ecco, per me Pipe è una birra ghiacciata in pieno agosto: ‘na salvata!
Forse sarò sempre scontata e forse nessuno sente il bisogno della mia opinione.
Non perché non sappia cosa dire, ma perché, e metto già le mani avanti, io stra-amo talmente PIPE che cose brutte non riesco nemmeno a pensarle. Figurarsi a scriverle.
Il fatto è che, purtroppo, il calcio ha delle regole fisse, una specie di dogma.
"Un cavallo di ritorno non fa mai una bella fine". Disse un lontano giorno il vecchio saggio.
Allora mi ritrovo a parlare di Felipe Anderson 2.0 e non del Felipe che ho visto partire. Roba che mi gettò nel disagio più totally.
Allora mi ritrovo a parlare di Felipe Anderson 2.0 con un barlume di razionalità.
La partita contro il Twente è stata quella in cui mi sono fatta domande senza mai trovare un punto esclamativo.
Il suo guizzo non si è praticamente visto, è sembrato spaesato nel meccanismo estraneo in cui lo avevano catapultato. Sarri punta sul brasiliano, gli piaceva ai tempi del Napoli e pure in Inghilterra.
Il mister va cercando un esterno mancino e perciò il candidato potrebbe essere proprio Felipetto. Con Pioli giocava così -Do you Remember?- l’anno dopo con Inzaghi finì a destra.
28 anni ed è finito il tempo del ragazzino-incognita arrivato dal Brasile che non spiccicava due parole in italiano.  
Oggi il VERO FELIPE deve uscire fuori senza giocare a nascondino, non si conta più fino a 10 e poi se non ti trovo mi fai tana libera tutti.
È arrivato il momento di scrollarsi l’odiosa nomea di giocatore scostante, o svogliato.  
Per la stagione avvenire, che Felipe sarà?
Già una volta diventò GRANDE qui a Roma guadagnandosi il rispetto a suon di giocate monstre e gol pesantissimi. 
E ciò che successe, non è detto non sia destinato a ripetersi in una bellissima ciclicità.
La quota MY LOVE ASSOLUTO non serve certo per dare credibilità al contraddittorio/riempitivo di qualche finestra di calciomercato un po’ tirata per le orecchie, bensì lo definirei il COLPO di mercato estivo. E sempre per la quota MY LOVE ASSOLUTO.
Pipe sa giocare a pallone. Basta chiacchiere e digressioni o questa cantilena non finisce più: è forte, lo affermo diretta, razionale e schematica. 
In un mondo buono e giusto, nessuno dovrebbe chiedersi perché la Lazio se lo sia andato a riprendere, dopotutto il suo coefficiente tecnico è veramente importante.
E poi vogliamo parlare del godimento provato da me a casa quando gli è stata ri-consegnata maglia 7? Finalmente ho potuto rilanciare l’hashtag FA7.
Quanto è bello quando non t’aspetti praticamente nulla e Lotito non solo ti va a pescare Sarri, ma realizza pure un sogno che non osavi sognare.
Meritava una seconda chance biancoceleste, oggettivamente piace ed è altrettanto oggettivo ai miei occhi che sia FORTISSIMO.
Si dice che la felicità duri 2 minuti appena e Pipe così ci regalava gaudio: paraculate di due minuti che davano una botta di vita alla squadra.
Il fuoco e poi il nulla cosmico, dottor Jekyll e mr Hyde, l’etichetta di "scazzato perenne",  immotivatamente criticato dai tifosi influenzati da qualche partita non particolarmente entusiasmante.
Io ho sempre pensato che Felipetto abbia fatto tutto quello che sapeva, sa e saprà fare. Non corre assolutamente il rischio di essere il tipico caso di meteora formelliana o di paturnia da ultimo giorno di calciomercato.
Ha dentro sfaccettature calcistiche affascinanti ed un carattere fragile che, nonostante tutto, non ha mai rasentato il pietismo per raggranellare consensi.
Che Felipe dobbiamo aspettarci mentre aspettiamo?
Io non aspetto.
Perché poi l’epilogo è sempre lo stesso: i cavalli di ritorno si vedranno all’arrivo. 
Spero che Pipe sappia tirare fuori tutto quello che ha dentro perché, come avevamo già potuto vedere, è un mondo bellissimo.
Simplemente, Xoxo.
 

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