Allora, partiamo dal fatto che mi sento come Barella a cui è stato chiesto del Mondiale del 1990 e lui è nato nel 1997: "Ho – 7 anni" pure io. 
Protagonisti indiscussi della serata son stati gli Azzurri di Mancini ed il solito Morata che, per una buona mezz’ora, ci aveva fatti restare a capo chino votandoci a qualche Santo del calcio. 
Quel Santo ci ha ascoltati ed ha fatto sì che proprio Morata sminchiasse un’intera nazione. 
Chi di gol ferisce, di gol perisce. 
E partendo da mio padre pronto a spolverare l’ antica profezia -chi secca il primo, vince-, al rigore sbagliato da Locatelli. 
L’Italia l’ha svangata col merito di questi ragazzi che hanno lottato senza mai buttarla a caso. 
Gli elogi son dovuti alla rivoluzione di Mancini, ma ancor di più ad un gruppo meraviglioso. 
Grazie alla performance di questi semifinalisti, all’hype incredibile con cui c’hanno travolto aspettando l’11 luglio allo stadio di Wembley. 
In un’estate indimenticabile come questa.
Adesso voglio gustarmi l’Italia, la normalità dei tifosi allo stadio, questo Europeo dopo aver visto cadere le sue "figlie predilette".
Non è decisamente meglio gustarci ‘sti benedetti ragazzi?
Era estremamente difficile riuscire ad arrivare sino a Wembley, l’11 luglio, eppure ce l’hanno fatta.
Un’edizione pazzesca. 
Queste sono le semifinali belle, dove ognuno trova lo spazio che merita e che si è faticosamente conquistato. 
A suon di giocate memorabili, di DESTRAGGIRO-OH-OH, fin quando si arriverà a decretare il vincitore. 
E son piaciuti parecchio. I numeri che hanno totalizzato lo dimostrano, del resto. 
I MANCINI’S BOY hanno matato l’atavico nemico iberico, approdano in finale dimostrandosi solamente superiori. 
Allora, ve lo dico subito, credo davvero che abbiano affrontato avversari fortissimi, Belgio/Spagna in ultima battuta, ma lo show è stato Azzurro. 
Danimarca o Inghilterra che sia, TE ASPECTO. 
Eh già, se poteva essere rimasta in piedi anche solo l’ombra del dubbio perché 309909 risultati consecutivi erano arrivati contro Nazionali non troppo POWER, ieri sera è stata consolidata la certezza di un gruppo. 
Per quanto si possa essere maturati dallo scempio e la s-Ventura, il merito di Mancini non è stato quello di rimettere in gran spolvero giocatori già in gran spolvero nei vari club di appartenenza, bensì costruire una corazzata coesa e coraggiosa. 
Capace di guardare l’avversario dritto in faccia, pressarlo in maniera asfittica per poi andarlo a stanare a viso aperto. 
Insomma, il sentore che questi ragazzi ci avrebbero regalato di quelle gioie, ma di quelle gioie, era talmente tangibile che stiamo già facendo il countdown. 
In palio il colpo di scena che meritano.
Gli Azzurri sono l’eccezione che sfugge alla regola e lo sono senza "l’uomo copertina". Hanno passione, interessi comuni che vanno avanti lontani da ogni qualsivoglia forza di inerzia, sono pronti a stravolgere le convenzioni calcistiche che li volevano morti e sepolti non appena si fosse alzata l’asticella. 
Sono l’unico raggio di speranza in un oceano di disagio che si crea, puntualmente, intorno alla nostra Nazionale, o ai mancati gol di Immobile. 
Si divertono, soffrono, respirano insieme. 
Sono capaci di performance clamorose, momenti iconici che rimarranno sicuramente nella cineteca del calcio europeo. 
DESTRAGGIRI inclusi. 
E, soprattutto, rimarrà il ricordo di un ritorno alla vita dopo la pandemia, i tifosi allo stadio e di una squadra formata da un sacco di talenti giovani accompagnati da quelli generosamente OVER 30.
Una malgama che sa funzionare. 
Tutti ‘sti ragazzi stanno riscuotendo il successo che meritano.
‘ STI ragazzi hanno tenuto botta in modo egregio, con umiltà e tenacia, rallegrandosi quasi più per i successi altrui che per i propri. 
E dopo averli seguiti in questa avventura, domenica accenderemo le televisioni sull’ Europeo 2020 l’ultima volta. 
Torniamo a Wembley, il sogno non finisce tra i piedi delle "Furie Rosse". 
La finale è roba nostra, conquistata ai rigori, con grande sofferenza e cuore. 
Torniamo ad alzare la testa da una mancata qualificazione ai Mondiali ai 33 risultati utili consecutivi per Mancini. 
È stato decisivo Morata, nel bene e nel male.
La Spagna ha fatto ciò che sa fare meglio, tiki taka a memoria che ha mandato subito in confusione gli azzurri. La squadra di Luis Enrique era aggressiva e non sbagliava, mentre l’Italia non era la solita squadra. 
Ma la storia del calcio spesso lo racconta : si deve tenere botta, è la regola. 
Si deve saper soffrire, sopportare i crampi, continuare a crederci fino all’ultimo atto, ben oltre i 120 minuti. 
Dal dischetto il primo è Locatelli, e sbaglia. Poi Dani Olmo la calcia addirittura alta sopra la traversa. Il penultimo lo sbaglia Morata, Jorginho invece segna con la freddezza d’un cecchino così come Belotti, Bonucci, Bernardeschi e porta l’Italia a Wembley. 
Può partire la festa.
Insomma, c’avevano dati per sconfitti, il perché chiedetelo a loro. 
Simplemente, Xoxo. 

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