"La lingua batte dove il dente duole".

Mai detto popolare si è rivelato più vero di questo.

Siamo tutti d’accordo che quella andata in campo sabato sera su DAZN sia stata obiettivamente la partita con meno appeal dell’anno?  Un derby che, forse, avrebbe dovuto essere la ciliegina sulla torta con l’ incredibile pathos con cui la tifoseria stava aspettando manco fosse l’ultima serata col coprifuoco, si è presto trasformato in uno spettacolo degno delle stagioni più scialbe. Tutto troppo nosense. Tanto per farci assistere alla passerella di Dzeko,  roba che a ‘sto punto conveniva far giocare la Primavera con Roul Moro. Almeno, può darsi, due minuti di garra ce li avrebbe messi.

Fatto sta che per tutto il resto della serata sui social l’interesse si è spostato nel cercare di capire che caspita di fine avessero fatto i titolari, quelli inamovibili,  dimostrazione dell’ inspiegabile crollo di Immobile & Co.

La Lazio è caduta dopo un’ora tirando fuori tutte le crepe che per un anno Inzaghi ha cercato di dissimulare.

Lucas Leiva non si è tirato indietro e non ha cercato di nascondere la polvere sotto il tappeto.

 “Brucia tanto perdere un derby, non è mai bello. Nel primo tempo abbiamo tenuto la partita sotto controllo ma nessuna squadra può concedere quel gol, figuriamoci in un derby. 

È arrivato un momento nella partita in cui dovevamo aprirci di più e abbiamo concesso il contropiede che ha portato al raddoppio. 

Dobbiamo imparare a giocara contro squadre che ci aspettano. 

Di solito siamo fortissimi per vie centrali, con le mezz’ali e gli attaccanti nelle ripartenze. 

Quando ci chiudono così andrebbe trovato un modo diverso per trovare occasioni. Dispiace per i tifosi”. 

Il brasiliano ha, in conclusione, esternato i dubbi relativi al futuro e sul rinnovo di Inzaghi…

 “Ora dobbiamo finire bene questo campionato e poi vedremo che succederà, se il mister rimane, chi rimane o andrà via”. 

Questo ha riportato il Corriere dello Sport.

Ma una cosa continuo a chiedermela.

Dove sono finiti i derby combattuti con "le maglie bagnate di sangue e di sudore", quelli belli, dove in campo c’era il cuore anche senza nessun tornaconto in classifica?

E quand’è che hanno lasciato il posto a ‘sti 90 minuti totalmente privi di passione?

Magari sono rimasti intrappolati tra tanta stanchezza di giocatori spremuti come limoni ed un mercato mancato.

Simplemente, Xoxo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.